Festival del Russian Ballet Theatre al Teatro Quirino (Roma) 24-

aprile 19, 2018

Il Russian Ballet Theatre è un prestigioso corpo di ballo  fondato nel 2001 dalla ballerina e maestra Anna Grogol, che dirige tuttora il teatro. A Roma – ultima tappa di una sua lunga tournée europea – mette in scena i migliori spettacoli dei balletti classici russi:

  • GISELLE (24-25 aprile 2018)  – Il Balletto (di due atti) è considerato il simbolo del balletto classico e romantico. Nrra di creature mitologiche dei paesi slavi (le Villi) che provano desiderio e amore per la danza.
  •  LA BELLA ADDORMENTATA (26-27 aprile 2018) è il secondo dei tre balletti di Čajkovskij. Il libretto fu scritto interamente dal principe e sovrintendente dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevolozhs. La coreografia venne affidata a Marius Petipa. La prima rappresentazione ebbe luogo il 15 gennaio 1890 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con successo fu immediato.
  • CARMEN – DANZE POLOVETSIANE (28-29 aprile 2018) Dopo il grande successo della prima versione di Marius Petipa,  Carmen ha ispirato coreografi che – affascinati da questa storia – ogni volta offrono la loro interpretazione del testo. Danze Polovetsiane  – che si ispira all’opera “Il principe Igor” – grazie alle musiche melodiose, celebra l’importanza della danza anche in campo di battaglia.
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The effect alla Sala Umberto (Roma) 17-29 aprile 2018

aprile 15, 2018

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The Effect” –  testo impegnativo, divertente e straziante ambientato durante la sperimentazione clinica di un nuovo antidepressivo – è uno spettacolo a quattro personaggi che parla di amore, di depressione e dei limiti della neuroscienza.

La dottoressa Lorna James la quale – a differenza del soave Toby, il direttore dell’esperimento e suo ex amante – non crede che la depressione sia uno squilibrio chimico del cervello e che possa essere curata con i farmaci. Le due cavie umane della sperimentazione assumono dosaggi farmaceutici sempre più elevati, ma sfuggendo al controllo dei medici si innamorano. Questo amore è il risultato dell’assunzione dei farmaci. Ci si chiede.. NO! Tutto l’amore è una droga: come possiamo fidarci veramente dei nostri sentimenti?

E’ un tipo di teatro che si potrebbe definire “teatro di parola” (un modo teatrale che non ha mai trovato una vera e propria collocazione di “genere”).  Il messaggio perde di valore nel momento in cui viene focalizzata l’attenzione sulla spettacolarità della rappresentazione e progressivamente si perde anche l’attitudine nel riflettere sul perché si è scelto di mettere in scena un determinato testo. L’urgenza di comunicare un messaggio viene relegata ad una dimensione meramente estetica.

BERBA&BUNUEL Tierra y Alma al al Teatro Olimpico -Roma (13-15 aprile 2018)

aprile 14, 2018

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Gran bello spettacolo: omaggio a Luis Bunuel. Bravissimi Berna, e tutti i ballerini.  Suggestive – e di grande eleganza –  scenografie, coreografie e musiche!

 

Per strada al Teatro Off Off (Roma)

aprile 12, 2018

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Tre nomi da non dimenticare – Francesco Brandi, Tobia Vogel e Francesco Sferrazza Papa – quelli dei protagonisti di questa commedia che (con una regia sconfinante  – anche grazie  a strumenti multimediali -nell’immaginazione e in uno stato onirico-mentale ) ritrae il malessere di una generazione, stretta tra il  rifiuto e la  convenzione. Avrei preferito un finale diverso.. resta comunque una commedia – divertente e carina –  da vedere. Bravissimi i due attori protagonisti.

 

 

Il Pinocchio di Elena Paruolo a Torino

aprile 11, 2018

 

Al Palazzo Barolo di Torino c’è stata una bella  –  recente  –  presentazione dell’ultimo  libro  di  Elena  Paruolo.

Gran bello evento.    Complimenti a tutti!

Calendar Girls, al Teatro Brancaccio (Roma) 12-15 aprile, sostiene l’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma)

aprile 9, 2018

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Calendar Girls – commedia ispirata da un fatto realmente accaduto, in Inghilterra alla fine degli anni ‘90 – è un testo teatrale scritto da Tim Firth (tratto dall’omonimo film con la regia di Nigel Cole) per la prima volta allestito in Italia.

Questa la storia…   Un gruppo di donne di mezza età (tra i 50m e 60 anni) – di un’associazione femminile legata alla chiesa – si impegna in una raccolta fondi destinati a un ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro (Annie).  Stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, Chris ha l’idea di fare un calendario diverso. Così …. convince le amiche del gruppo a posare nude, in normali attività domestiche, come preparare dolci e composizioni floreali. L’iniziativa riscuote un gran successo (nella realtà Il calendario -inglese – raccolse oltre un milione di sterline ed una straordinaria notorietà!).  Ma l’improvvisa e inaspettata fama, mette a dura prova le protagoniste.

Eccellente il cast che darà vita allo spettacolo: a partire da un’inedita Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce ad una provocatoria femmina alfa di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità. Annie, casalinga a tinte pastello che rinasce alla vita dopo la vedovanza, sarà interpretata da Laura Curino, affiancata da un gruppo di attrici estrose e ardite, le Girls: Ariella Reggio (Jessie), Carlina Torta (Ruth), Corinna Lo Castro (Celia) e Matilde Facheris (Cora), la musicista che fa risuonare le mura della sala parrocchiale di musiche di chiesa virate in rythm and blues e rock sfrenati.   Completano il cast Elsa Bossi, direttrice bacchettona dell’associazione e Titino Carrara, a dar vita al bellissimo personaggio di John, malato terminale che riesce sempre a scherzare su di sé e a sorridere fino alla fine, Stefano Annoni, il barelliere goffo che si trasforma in un fotografo di genio, e la smagliante Noemi Parroni impegnata virtuosisticamente con un poker di personaggi: la conferenziera noiosa, la nobildonna liftata, la giornalista col raffreddore allergico e l’estetista con retrogusto di escort.

Le prime scelte su cui ho basato la regia – sottolinea Cristina Pezzoli – sono state la lingua e il cast, ingredienti indispensabili per mettere in scena questa commedia, che fa molto ridere ma la cui comicità evolve da un fatto drammatico (la morte di John per una malattia terribile quale la leucemia). Credo che sia indispensabile agganciare la forza comica del testo anche a questo: è una risata in faccia alla morte, è la vitalità dei girasoli che cercano la luce opponendosi al buio dello sparire. Ho cercato con Rinaldo Rinaldi, che firma le scene, e con Nanà Cecchi, che firma i costumi, di evidenziare la tavolozza delle stagioni che Tim Firth indica per cogliere e sottolineare la relazione tra le stagioni della natura e quelle della vita”. Con Riccardo Tesi (organettista di fama internazionale e compositore versatile) “le musiche originali dello spettacolo hanno tre anime: quella legata alla musica da chiesa spesso presente come indicazione dell’autore che connota l’ambiente religioso dell’associazione, quella che parte dall’anima nera del rythm and blues e l’ultima legata alla sinfonia delle stagioni”. Circa il calendario, con coraggio e ironia – motivate da una buona causa – le Girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico anche per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere.

Tim Firth – autore della sceneggiatura del film e del successivo adattamento teatrale – ha voluto che la messa in scena di Calendar Girls rimanesse sempre collegata ad una iniziativa di beneficenza, come all’origine è stato per il calendario. Lui stesso ha devoluto, all’Associazione Leukaemia Research UK, gran parte delle royalties a lui spettanti per la rappresentazione dello spettacolo.  In linea con le scelte dell’autore, anche questa produzione ha voluto sposare anche durante questa terza tournèe (dopo il Grande Galà Benefico del  2015 e diverse iniziative dedicate alla raccolta fondi, come la vendita di gadget dello spettacolo, disponibili anche su Ailshop)  una iniziativa benefica.

“Abbiamo scelto di dare il nostro sostegno ad AIL-Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma – racconta la protagonista, Angela Finocchiaro – perché è un’Associazione che stimiamo da sempre per i suoi valori, obiettivi e progetti. La possibilità che il nostro lavoro possa affiancare esperienze così importanti ci regala una grande motivazione”.   Uno dei principali obiettivi della mission di AIL è quello di migliorare la qualità di vita del malato e della sua famiglia. Per questo motivo nel corso degli anni sono nate le Case AIL, case alloggio messe a disposizione dei pazienti e dei loro parenti. In Italia sono attualmente 35 le sezioni che offrono il servizio di Casa AIL ai pazienti e ai loro familiari; nel 2014 sono state 277 le stanze messe a disposizione con 546 posti letto e che hanno ospitato 3.120 persone, di cui 1.273 pazienti e 1.847 familiari.

Come lo spettacolo, anche AIL è un’Associazione ad alta rappresentanza femminile, in quanto buona parte dei volontari che la animano sono donne, così come la maggior parte delle volontarie presenti nelle Case AIL. E – come nel fatto accaduto in Inghilterra – tanti volontari AIL, così come le protagoniste della commedia rappresentata, sono spinti all’azione solidale da un’esperienza di vita vissuta.

Pasqua 2018: i miei migliori auguri!

marzo 29, 2018

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“IN NOME DEL PAPA RE” – al Teatro dell’Angelo (Roma) 9 – 25 marzo 2018

marzo 26, 2018

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Da un’idea di Antonello Avallone, “IN NOME DEL PAPA RE” – uno dei più grandi capolavori di Luigi Magni, secondo film di una trilogia che vide protagonista la Roma papalina del XIX secolo – si è trasferito dal grande schermo al palcoscenico del Teatro dell’Angelo, a Roma.

Splendido – e di grande pathos (umano, emotivo e d’impegno civico) –  lo spettacolo romano!  Ha ritrattato, con grande maestria ed efficacia,  la decadenza del potere temporale dei Papi a Roma, nell’imminenza della sua trasformazione da sede di un impero, materiale e spirituale, in via di dissoluzione, a capitale di uno stato laico in via di formazione.

Il talentuoso Antonello Avallone ci presenta Monsignore Colombo: il suo disagio esistenziale (per la sua consapevolezza della crisi di un mondo che sta per crollare); e le sue lacerazioni di coscienza, tra ruolo istituzionale e adesione empatica alla modernità rappresentata da giovani rivoluzionari (di cui uno scopre essere suo figlio) in lotta per l’unità italiana.

L’arrivo degli italiani – sottolinea più volte Monsignore Colombo – non è la causa della fine del potere temporale del papa.  E’ in realtà la fine di tale potere che apre la breccia nel muro dell’assolutismo papale.

Molto triste l’annuncio dato da Antonello Avallone alla fine di questo spettacolo.  Per l’esosità della Proprietà (e relativo affitto) il Teatro dell’Angelo – di cui Avallone è stato fondatore e anima – chiuderà nel giungo 2018.

Se sarà vero, questo determinerà la perdita di un buon Teatro, il cui impegno social-culturale è stato sempre notevole.    Spero si trovi qualche soluzione…  

In simili condizioni lo  spettacolo “In nome del papa re” è diventato esse stesso  metafora della crisi del teatro..

 

“Il Piacere dell’onestà” di Pirandello al Teatro Quirino 3 aprile 2018

marzo 26, 2018

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È una commedia in tre atti derivata dalla novella Tirocinio (1905). Ancora una volta Pirandello si serve di un matrimonio «bianco» per creare situazioni che finiscono per svelare la vera natura dei personaggi divertendosi «pirandellianamente» a mettere in ridicolo la falsa rispettabilità degli altri.

Questa la trama.

 Angelo Baldovino accetta la proposta di sposare Agata, messa incinta dal marchese Fabio Colli, che non può sposarla perché già ammogliato. Egli dovrà essere soltanto in apparenza un marito, per salvaguardare la rispettabilità di Agata e consentire al marchese di continuare a frequentarla. Ma – dopo il matrimonio – Agata, non vuole più avere contatti con Fabio.

Il marchese – esasperato – tende una serie di trappole a Baldovino; ma questi lo smaschera di fronte ad Agata, la quale capisce co me Fabio (e altri) siano uomini mediocri, e disonesti, rispetto a Baldovino, la cui onestà e la cui umanità l’ha conquistata.

Geppy Gleijeses, grande interprete pirandelliano affronta il ruolo di Baldovino. Al suo fianco Vanessa Gravina un’eccellenza del Teatro Italiano.

Liliana Cavani dirige l’opera filtrandola attraverso il suo realismo magico.

Ripartono “I classici del secolo futuro – Quattro riscritture senza paura” ( Stap Accademia di recitazione, drammaturgia e regia) – Da “Le Baccanti” di Euripide – Teatro Brancaccino (Roma) 22-23 marzo 2018

marzo 22, 2018

 

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Chi meglio delle nuove generazioni può dialogare con le nuove generazioni?  Oggi (22 marzo 2018) prende il via la seconda edizione dei Classici del secolo futuro, con cui gli allievi attori del Terzo anno della Stap Accademia di recitazione, drammaturgia e regia (format ideato dal Direttore Artistico dell’Accademia Stap Brancaccio Lorenzo Gioielli, prodotto dalla Sala Umberto di Alessandro Longobardi) si concentrano su riscrittura e interpretazione dei testi.

 Si riscriveranno il Macbeth, le Baccanti, Questi fantasmi per approdare a Il gabbiano.  Il Da “Le Baccanti” di Euripide (scritti e interpretati da: Carlotta Solidea Aronica, Jacopo Badii, Ludovica D’auria, Assunta Del Pomo, Lara Galli, Rose Marie Gatta, Federico Gatti, Valeria Iovino, Pietro Lasciato, Mattia Lauro, Chiara Lorusso, Vittorio Magazzu’ Tamburello, Antonio Muro, Clarissa Rollo, Susanna Valtucci.A cura di: Rozenn Corbel e Rosa Masciopinto) – in scena al teatro Brancaccino dal 22-23 marzo 2018 – sarà poi seguito da Da “Questi fantasmi” di E. De Filippo e da Soggetti per un breve racconto Da “Il gabbiano” di A. Cechov (10-11 maggio 2018) .  In Da “Le Baccanti” di Euripide (a cura di Rozenn Corbel e Rosa Masciopinto), la terribile vendetta di Dioniso diventa la favola nera di un’epoca vintage. Questa la sua trama. In tempi laici non c’è posto per gli Dei A Tebe, il re Penteo vieta il culto di suo cugino Dioniso, e i suoi baccanali. Ma Dioniso non è d’accordo. Non essere riconosciuto – né come parente né come Dio – lo rende furioso e crudele (l’intolleranza è un vizio di famiglia). Da qui la sua vendetta..…