Recensioni e Commenti sul mio ultimo libro – E Interviste

novembre 21, 2021

 

QUI DI SEGUITO – dopo una mia breva Presentazione di questo mio ultimo libro L’Unione Europea Origini Presente Prospettive future Edizioni SIMPLE 2021 –  commenti e recensioni  di professori, giornalisti, esperti, dirigenti sindacali, ecc.   Il volume e’ acquistabile dall’editore(SIMPLE) e sui principali bookshop on line, e in alcune librerie fisiche quali -a Roma- la Libreria Minerva a Piazza Fiume e la Libreria Mondadori in via Piave. Leggi il seguito di questo post »

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Video del Convegno internazionale Giocattoli animati -Infanzia e Letteratura (5 dicembre 2022)

febbraio 8, 2023
Il Video di questo Convegno – organizzato dalla profssa Elena Paruolo e dalla dottssa Claudia Camicia – e’ ora disponibile nel sito dell’Universita’europea di Roma.

Come tu mi vuoi al teatro Quirino (Roma, 14-19 febbraio 2023)

febbraio 7, 2023

Con Come tu mi vuoi il regista De Fusco prosegue nella sua ricerca su Pirandello, ma lo fa (tra l’altro da direttore del Teatro Stabile di Catania) con l’intenzione di inaugurare un progetto volto a illuminare le aree meno consuete del repertorio pirandelliano.  Allontanandosi da ogni connotazione caricaturale dei personaggi (in una scenografia ispirata alla galleria degli specchi de La signora di Shangai di Orson Welles) crea atmosfere quasi cinematografiche, da noir anni ’40.  

 E sottolinea la drammatica chiusura di tutti i personaggi, a cominciare proprio dall’Ignota. 

In effetti il Come tu mi vuoi del grande Pirandello è un dramma scritto alla fine degli anni venti che prende lo spunto da un avvenimento di cronaca realmente accaduto. La vicenda riguarda un personaggio enigmatico di cui all’inizio non si conosce il nome, l’Ignota. Questa femme fatale abita presso una famiglia a Berlino. E’ l’amante del padre di famiglia e della figlia di lui. Con la conoscenza di un personaggio chiamato Boffi le si presenta  l’occasione di rifarsi completamente una vita nel suo paese di origin in  Italia.

Faccia un’altra faccia al Teatro de’ servi (Roma,7-19 febbraio 2023)

febbraio 6, 2023

FACCIA UN’ALTRA FACCIA, è un bello spettacolo di Tiziana Foschi e Antonio Pisu, che cerca di scatenare una risata, stimolare un pensiero, suscitare un ricordo, con l’antico gioco della parodia, e cioè, la trasformazione di persone in personaggi, e di situazioni quotidiane in ciò che vale la pena di raccontare.

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LA SIGNORA DEL MARTEDI al Teatro Verdi (Salerno, 2-5 febbraio 2023)

febbraio 1, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

La signora del martedi – in scena al Teatro Verdi di Salerno con regia di Pier Paolo Sepe, e interpretata da Giuliana De Sio con Alessandro Haber, e Paolo Sassanelli, Riccardo Festa e Paolo Persi – è un bello spettacolo, intrigante e sorprendente, che alternando ironia passione e disincanto mette in scena un’ora settimanale di sesso e sentimenti.

Nel secondo atto, vi si alternano vari generi (il thriller, il vaudeville, il noir).  Ci sono battute che sollecitano le risate degli spettatori. C’è ironia. Ci sono molte canzonette degli anni settanta che mirano a sciogliere un po’ la tensione. C’è il tango. Lo spettacolo si chiude con la protagonista che balla un tango.  

 La scena del mirabile tango finale – riflesso nello specchio – è splendida!

Nato dall’immaginazione di Massimo Carlotto, il testo – precisa bene il regista – “è intriso di torbida sensualità ma anche di dolcezza e di grazia, arricchito da un’ironia elegante e tagliente che produce leggerezza e sorriso. Uno stato di tensione, di trepidazione, attraversa tutto lo spettacolo e ci accompagna fino all’imprevedibile conclusione, lasciandoci senza fiato”.     

Questa la sua trama.   Una donna, Alfonsina Malacrida, detta Nanà, da nove anni, ogni martedì, tra le quindici e le sedici, va a comprarsi un’ora d’amore.  Lui, Bonamente Fanzago – ex porno e gigolò – è rimasto con quest’unica cliente: la signora del martedì.  Gli incontri avvengono presso una pensione il cui proprietario vive la sua condizione di travestito nascondendosi da un ambiente ipocrita e perbenista.  Un giorno, in presenza di Nanà, alla porta di Bonamente, bussa Pietro Emilio Belli, giornalista di cronaca senza scrupoli.  Il suo articolo – da cui emerge il passato oscuro di Nanà – potrebbe distruggerla.  Bisogna agire…

Il 3 febbraio, nel foyer del teatro – nel contesto del ciclo di appuntamenti “Giù la maschera” – pubblico e stampa hanno avuto l’opportunità di discutere dello spettacolo con gli attori.  

“Nanà è un personaggio tragico – ha sottolineato Giuliana de Sio – Scrive racconti per bambini, forse per riscattare la sua tragica infanzia.  Da bambina è costretta a prostituirsi. E per farlo ascolta musica di tango. Poi viene accusata di omicidi, e pur essendo innocente si fa 20 anni di carcere”.    E’ un personaggio in evoluzione che si trasforma.

Nel primo atto, De Sio indossa una maschera, una corazza per non lasciare trapelar niente di sé.  Poi, nel secondo atto, pressata dalle domande di un sedicente giornalista (che è stato suo cliente e che avrebbe voluto vivere con lei) il suo personaggio si sfalda. E lei inizia a raccontare la sua storia, a partire dalla sua infanzia tragica. E, se nel primo atto si esprime con un linguaggio quasi forbito, nel secondo atto il suo linguaggio cambia, e si impoverisce sempre più. 

E anche gli altri personaggi (il sedicente giornalista, la tenutaria dell’albergo in cui si svolge l’azione che è un uomo che si veste da donna, l’attore di film porno) si trasformano e –  tirando giù la maschera – si rivelano per ciò che sono.  


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AIDA di Verdi al teatro dell’Opera di Roma (31 gennaio-12 febbraio 2023)

gennaio 28, 2023

Al Teatro Costanzi, firmata dal regista Davide Livermore e diretta dal Direttore musicale dell’Opera di Roma Michele Mariotti, è in scena una nuova produzione dell’Aida – celebre opera di Giuseppe Verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni che sviluppa una trama abbozzata in francese da Camille du Locle su indicazione dell’archeologo Auguste Mariette (primo direttore del Museo Egizio del Cairo) –  splendido inno all’Amore (e al rispetto della diversità)  prima che opera patriottica!

Caratterizzato da un forte – e costante – gran pathos è un gran bello spettacolo, questo ora in scena a Roma.

Splendida la musica. .“L’immensa partitura di Aida –  sottolinea il Michele Mariotti – si lascia leggere naturalmente come un dramma intimo prima ancora che glorioso e patriottico. Voglio partire dai sentimenti nascosti dei personaggi che emergono dalla musica, oltre che dal libretto, per esaltarne le innumerevoli sfumature”.   Originale, e a suo modo monumentale, la scena a firma di David Livermore, frutto di movimenti coreografici e di un mix di stili e forme, riuscito (soprattutto  nella scena del gran giudizio dinanzi ai sacerdoti) anche se con fontane di sabbia talvolta ridondanti.   Emozionanti, le belle perfomance del coro, guidato dal nuovo maestro Ciro Visco.

Calda e intensa, l’interpretazione di Aida del soprano bulgaro, Krassimira Stoyanova, che l’ha cantata nei più grandi teatri del mondo, dalla Scala al Teatro Real di Madrid, passando per la Chicago Symphony Orchestra dove sul podio c’era il maestro Riccardo Muti. Con lei si alterna Vittoria Yeo (2, 5 e 11 febbraio).    Riconosciuta  leonessa – nella parte di Amneris – è la verdiana mezzosoprano Ekaterina Semenchuk, che si alterna con Irene Savignano, diplomata di “Fabbrica”, lo Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma (recite del 2, 5, 7 e 11 febbraio).

Vero fenomeno tenorile è – nel ruolo di Radames – Gregory Kunde (reclutato all’ultimo in sostituzione del previsto Fabio Sartori) che si alterna con Luciano Ganci (2, 5, 7 e 11 febbraio).  Amonasro è il baritono Vladimir Stoyanov, mentre il basso Riccardo Zanellato è Ramfis. Nella parte della sacerdotessa è impegnata Veronica Marini, in quella del Re Giorgi Manoshvili, mentre Carlo Bosi interpreta il Messaggero.

Ma ciò detto… qual è la trama di questa bella opera?  – Isma’il Pascià, Khedivé d’Egitto, commissionò a Verdi un lavoro per celebrare l’apertura del Canale di Suez. Al suo rifiuto, il khedivé insistette, riservandosi però –  in caso di definitivo rifiuto – di rivolgere l’offerta a Charles Gounod o a Richard Wagner.  Infine, lo scetticismo iniziale di Verdi fu vinto dall’opera di persuasione di Mariette e du Locle, che esclusero la necessità che il maestro si dovesse recare di persona in Egitto, proponendogli di realizzare le prove a Parigi o Milano.  A convincerlo definitivamente fu – più che l’alto compenso –  la lettura dello “scenario”, che trovò «ben fatto» e «splendido di mise en scene». Come condizioni impose un completo controllo sulla realizzazione del libretto, sull’allestimento e sulla scelta del cast.  La prima rappresentazione di Aida avvenne al Cairo il 24 dicembre 1871, riscuotendo grandi consensi.  Concordata per il gennaio 1871, fu ritardata a causa dell’assedio prussiano a Parigi durante la guerra franco-prussiana, che impedì l’accesso ai laboratori dell’Opéra dove erano stati realizzati costumi e scenografie.

Questa la sua trama. L’Aida è ambientata in Egitto al tempo dei faraoni: Radames, valoroso comandante militare egiziano, viene incaricato di contrastare l’invasione dell’esercito nemico etiope. Ma, benchè amato da Amneris, si innamora di Aida, una schiava etiope, combattuta fra l’amore per Radames e l’affetto per il suo popolo.  Amonasro,  padre di Aida, pure fatto prigioniero –  spiando un incontro dei due innammorati – viene a conoscenza del luogo dove l’esercito egiziano attaccherà quello etiope, da Radames confidato ad Aida. Farà fallire l’attacco. E la guerra verrà vinta dagli etiopi.  Amareggiato per essere caduto nel tranello, Radames si consegna nelle mani del gran sacerdote per farsi punire.  Il gran sacerdote lo condanna a morte. E ordina di farlo seppellire vivo.  Vicino al suo sepolcro, Radames trova inaspettatamente Aida che, coraggiosamente, affronta la morte con lui.

Nella disposizione scenica di Aida (la cui trama non si evolve a favore dell’Egitto) i personaggi e Amonasro dovevano avere la pelle più scura degli egiziani.  Superando l’interpretazione di Said, non è l’Egitto che è orientalizzato, ma sono le vittime imperiali dell’Egitto, ossia i mori e gli etiopi, e soprattutto le donne.

Da qui un ampio dibattito sulla black face, tema del numero zero della nuova rivista del teatro dell’Opera di Roma: Calibano.

CALIBANO – Il numero zero di questa nuova rivista (le cui immagini sono create con tecnologia Text To Image, cioè da un software di intelligenza artificiale cui sono state fornite parole chiave o parti di articoli) – è dedicato a Aida.   E – prendendola in esame nel contesto dell’imperialismo europeo –  si sofferma sul tema del Blackface.  Tema che tende a polarizzare.  Negli USA (che hanno un problema razziale) è un tabù assoluto, e non se ne può neanche parlare.  Da noi – invece –  è un tema di cui non si vuole sentire parlare, dicendo che è un tema che non ci appartiene, e che non fa parte della nostra cultura.  Il numero zero di CALIBANO non ha voluto aderire a questa polarizzazione.  E prova a capire cosa c’è in mezzo, chiedendosi, cosa succede, oggi, quando si pretende l’attore nero per un nero, un omosessuale per un omosessuale.

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CON ALTA ROMA – ROMA FASHION WEEK (31 gennaio 2023-2 febbraio 2023) – la Moda torna a Roma

gennaio 28, 2023

ALTAROMA –  dal 2002 – si propone come luogo di incontro tra nuovi trend e come importante vetrina (nazionale e internazionale) per i creativi del settore moda.   Partecipata, tra altri, dalla Camera di Commercio di Roma e dalla Regione Lazio e supportata da Agenzia ICE,  promuove eccellenze del Made in Italy (lavorazioni artigianali di stilisti e designer) con attività di scoutinge formazione per supportare giovani talenti e nuovi brand.

E si impegna a valorizzare brand, designer e piccole aziende del Made in Italy, tra altro, attraverso il progetto showcase (nato nel 2018 con il supporto il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia ICE ).

Nel 2023, ALTAROMA diventera’ una Fondazione trai cui soci ci sara’anche il Comune di Roma: v.mia diretta su Facebook – il cui link e’qui riportato. “Oggi – spiega Silvia Venturini Fendi – Roma ha un’identità chiara e svolge un ruolo determinante nel sistema moda italiano e ha delle potenzialità enormi che le permetterebbero di rafforzare ancora di più il suo posizionamento come polo strategico e integrato con le altre istituzioni della moda nazionale. La missione di sostegno ai giovani talenti è un lavoro difficile che non si può svolgere senza il supporto convinto e continuativo delle istituzioni. Sono fiduciosa che le istituzioni che hanno sostenuto Alta Roma fino a oggi a livello nazionale, come Ice e Maeci, e locale, come Regione, Camera di commercio e, nell’ultimo periodo, anche il Comune, possano rafforzare in futuro la loro collaborazione e trovino quella fondamentale unità di intenti, che è decisiva e che, riferendomi in particolare al nostro territorio, è l’ingrediente imprescindibile che è mancato ad Altaroma frenandone la piena evoluzione”..

In effetti la sua attività si svolge attraverso più Progetti:

  • FASHION HUB dedicato all’attività di scooting formazione e promozione dei fashion talents del Made in Italy  –  Altaroma mette a disposizione di stilisti  emergenti (provenienti da Accademie di Moda, Istituti e Università della Moda) lo spazio di Fashion Hub  con cui gli stilisti possono disporre del know how di Altaroma, di un network di professionisti e di una considerevole contact list, e anche di un Ufficio stampa, e di una  Sala sfilata, che offre loro la possibilità di portare le proprie collezioni in passerella e presentarle ad una esclusiva platea di giornalisti del settore. .
  • WHO IS ON THE NEXT – organizzato in collaborazione con Vogue Italia – è il Progetto con cui ALTA MODA afferma il suo ruolo di scouting project, volto a promuovere nuovi talenti. Pur mantenendo una forte connessione con le tradizioni artigianali e l’eccellenza Made in  Italy, Who Is On Next? permette ai brand emergenti di esporre le loro creazioni di fronte a  una giuria di esperti e ottenere supporto per consolidare i loro nomi nei mercati nazionali ed internazionali.
  • SHOWCASE ROMA – organizzato in collaborazione con ICE Agenzia – è dedicato a brand e designer indipendenti. E’ la vetrina di ALTA ROMA creata per dare visibilità ai designer emergenti che si distinguono nel panorama del nostro Paese. Ed è il prosieguo naturale dell’attività di scouting di Altaroma con l’ausilio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e di Agenzia ICE, che sostiene Showcase nella promozione delle imprese italiane a livello internazionale.
  • PORTFOLIO REVUE –  riservato a studenti di scuole università e Accademia – è un Progetto che dà la possibilità di mostrare i propri lavori a Sara Sozzani Maino -Fashion Consultant & Talent Scout, Head of Project di “Who Is On Next? Altaroma – e Simonetta Gianfelici

Le sfilate di ALTA MODA 2023 si possono seguire anche in diretta streaming a questi link:

http://Digitalrunway.altaroma.it/it/

Le passerelle saranno calcate da Casa Preti, Mokoo, Saman Loira, Setchu, Çanaku, Lucia Chain e Simone Tessadori. La kermesse ospiterà anche il format Rome is my runway, le sfilate collettive riservate ai brand emergenti, che vedrà dieci nomi alternerarsi in gruppi di cinque il 31 gennaio (Armonï Studio, Francesca Marchisio, Gentile Milano, Maragno, Yekaterina Ivankova), e il primo febbraio (Dennj, Annagiulia Firenze, Giuliet Françoismarie, Marinella Piccino, Simone Missano).

Riconfermato il progetto di punta della manifestazione, Showcase, dove circa 60 talenti emergenti del made in Italy espongono le loro collezioni i tutti i giorni, il 31 gennaio, l’1 e il 2 febbraio, dalle 11 alle 20 e 30, e sono allo stesso tempo visibili sulla piattaforma Altaroma digital runway.

Per il Programma si rinvia al sito:

http://www.altaroma.it

La dolce ala della giovinezza al Teatro Quirino (31 gennaio -12 febbraio 2023)

gennaio 26, 2023

La bravissima Elena Sofia Ricci è la protagonista dello spettacolo  – LA DOLCE ALA DELLA GIOVINEZZA di Tennessee Williams – in scena al teatro Quirino  dal 31 gennaio al 12 febbraio.

Qual è la trama?

“Alexandra del Lago – sottolinea il regista, Pier Luigi Pizzi – star del cinema in declino, non più giovanissima, alcolizzata e depressa, in fuga da quello che crede un insuccesso del suo ultimo film, cerca un rimedio alla solitudine nelle braccia di un gigolò, giovane e bello, un attore fallito in cerca di rilancio, ma destinato ad una triste fine, una volta che ha perduto il suo unico bene, la gioventù. Ma Williams, da grande drammaturgo è capace sempre di stupirci, sovvertendo genialmente il destino della nostra eroina”.

Da vedere.

L’AMORE DI ALDA al Teatro Porta Portese (Roma,28-29 gennaio 2023)

gennaio 26, 2023

Con musica, poesia e vibrazioni sonore – al Teatro Porta Portese – saranno in scena i  diari, il vissuto, le  storie e le  poesie (tra cui “I poeti”, “La Cicala” e “Le mie figlie” scelte e sonorizzate nello spettacolo) della grade poetessa Alda Merini. Ho scelto – sottolinea il regista Alessandro Feadi farle un omaggio multimediale “perché, teatralmente, il mio percorso di autore tocca e descrive spesso personaggi emarginati, e situazioni borderline ai limiti della società, perché è lì che trovo la profondità umana, il sentimento puro, la genialità spesso nascosta, la sincerità senza filtri, ma sentita dal cuore”.

Al centro della narrazione c’è il suo vissuto: i due ricoveri in manicomio e il conseguente rapporto con i malati, con se stessa in quelle drammatiche situazioni, il suo rapporto con i suoi affetti; un amore che lei ha visto vivere anche dalle persone come lei recluse, che la società riteneva folli, inadeguate, “malate”; il suo amore per le figlie.

Il tutto è intervallato dalle canzoni che Alda Merini amava, arrangiate in chiave sonora. “Pregherò”, “Io che amo solo te”, “Vedrai vedrai”, “Verranno a chiederti del nostro amore”, sono alcuni dei brani della musica italiana inseriti nello spettacolo.

MIEI AGGIORNAMENTI SULL’ATTUALITA’ UE

gennaio 25, 2023

Pe un costante aggiornamento sulle principali attualità dell’Unione europea rinvio ai miei POST su Facebook:

Il figlio, al teatro Parioli ( Roma, 25 gennaio -5 febbraio 2023)

gennaio 23, 2023

Il 25 gennaio 2023, al teatro Parioli, debutta – con traduzione e regia di Piero Maccarinelli, e con Riccardo Floris e Manuel Di Martino – IL FIGLIO parte di una trilogia (Il padre, La madre, Il figlio) di Florian Zellerm. Come Il Padre che ha vinto degli Oscar, anche il Figlio – che ci conduce nel campo delle incomprensioni generazionali all’interno del nucleo familiare – è diventato un film con regia di Zeller.

“Si tratta – sottolinea Maccarinelli –  di un testo capace di conquistare grazie non solo alla bellezza del linguaggio ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze delle loro incapacità di capire sé stessi e gli altri.

La trama è inizialmente semplice.  Anna informa Piero che loro figlio Nicola da tre mesi non frequenta il liceo. Ed ha, secondo lei, una depressione adolescenziale.  Piero parla con Nicola che esprime il desiderio di andare a vivere da lui e la sua nuova compagna. Piero si dà da fare per quanto può per ridare a Nicola il gusto di vivere.  E non manca un  gran colpo di scena nel finale..