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COLIN CROUCH SUL SOLE 24 ORE

settembre 11, 2018

EQUILIBRIO TRA MERCATI E TUTELE PER ARGINARE I POPULISMI.

Dopo l’intervista a papa Francesco curata dal direttore Guido Gentili, il Sole 24 prosegue il suo approfondimento dei temi politici e culturali di fondo. L’11 settembre ha proposto un articolo di un importante studioso della società europea, Colin Crouch.  Qui di seguito alcuni suoi estratti…

..” Visto che il capitalismo ha quasi distrutto se stesso nella crisi – scrive Crouch – e che ha dovuto chiedere l’aiuto dello Stato per scongiurare una crisi ancora più terribile, sembra arrivato il momento di ripensare i rapporti tra il mercato ela società, come propone il Papa. Ma le forze, che possono rappresentare questo ripensamento sono deboli.

Le forze, che dominano la politica attuale, sono quattro:

1. il neoliberismo (screditato ma ancora influente nei mondi degli affari e della politica)

2. il populismo xenofobo (sempre più potente, aggressivo, con poche idee economiche)

3. la socialdemocrazia (sempre più debole, dopo íl declino della sua base sodale principale, la dasse operaia industriale)

4. la democrazia cristiana, spaccata tra un’ala neoliberista, conservatrice (che oggi vuol dire populista) e una socialdemocratica.

Quali coalizioni possibili esistono tra queste forze, affinché si raggiunga un nuovo bilanciamento tra mercato, regolazione e politica sociale?

Sono possibili alleanze tra il neoliberismo e una xenofobia populista: lo si vede nell’amministrazione di Donald Trump. Ma è rischioso, perché i populisti rifiutano la globalizzazione e la sovranità della legge sul governo, due cose care al neoliberalismo.

Sono possibili anche coalizioni tra gli xenofobi e socialdemocratici, se questi ultimi pongono l’enfasi della loro politica sullo Stato nazionale e il suo popolo nativo. Si vedono discussioni di questo tipo in Italia, in Danimarca, nel Regno Unito, e tra i nuovi gruppi della sinistra tedesca. Tali coalizioni potrebbero portare a un nuovo protezionismo.

Infine sono possibili coalizioni tra neoliberalismo e socialdemocrazia. Abbiamo esperienze molto recenti di questi rapporti, nel Regno Unito di Tony Blair, nella Germania di Gerhard Schroeder, in Austria, in Olanda, nei Paesi scandinavi. Tutti sono finiti tra le lacrime, perché i socialdemocratici hanno offerto troppi compromessi al neoliberismo e dunque non potevano opporsi alle forze che d hanno condotto alla crisi finanziaria. Questi compromessi hanno anche creato un centro troppo ampio, che ha relegato il conflitto politico agli argini, dove sono fioriti i populisti della destra estrema. Eppure c’è ancora bisogno di compromessi tra fautori del libero mercato e quelli delle politiche sociali, come ha esortato il Papa….