Archive for aprile 2016

Caravaggio Experience al Palazzo delle esposizioni di Roma (24 marzo-3 luglio 2016)

aprile 14, 2016

13000142_10206397429791537_4272880396927564996_n caravaggio 1   Strepitosa e da non perdere. E’ quanto mi viene in mente – in prima battuta – per descrivere Caravaggio Experience, imponente video installazione – originale e inedita – che ripercorre l’opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio offrendo agli spettatori una vera e propria opportunità di piena immersione nell’arte di questo grandissimo  maestro del Seicento; un’opportunità di vero coinvolgimento nell’animo  – nei  sentimenti , nelle emozioni e passionalità – di questo grandissimo artista, oltre che nel suo incredibile talento,  nei suoi quadri, nei suoi colori,  tematiche, e bellissime tele (a volte riprodotte anche a partire dalle prime linee del disegno base).

L’uso di un sofisticato sistema di multi-proiezione anche a grandissime dimensioni  – combinato con musiche  e fragranze – porta il visitatore a vivere una bella esperienza sul piano sensoriale, e nel mondo di Caravaggio.                                                          S.P.

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Rapunzel al teatro Brancaccio (Roma) dal 6 aprile

aprile 13, 2016

rampuzel  “Rapunzel”(Raperonzolo) è uno spettacolo musicale, liberamente tratto dalla favola dei fratelli Grimm.  La storia originale è questa. Una coppia di borghesi attende la nascita di un figlio e lei – incinta – ha voglia di raperonzoli che crescono esclusivamente nel giardino della sua vicina, Gothel. Il marito decide di raccoglierne furtivamente. Gothel – avendolo scoperto – lo costringe una promessa solenne: le affiderà la bimba (una volta nata) in cambio della sua rinuncia a un maleficio. Divenuta adolescente, Rapunzel è rinchiusa in una torre inaccessibile per il resto della sua vita. Sarà poi liberata da un principe di passaggio in modo avventuroso e rocambolesco.

Invece – nella versione in scena al teatro Brancaccio – la coppia borghese è sostituita da una coppia reale (ragion per cui la principessa nascosta è Rapunzel dal magico treccione); la regina e Gothel sono sorelle diverse; il principe di Grimm diventa un ladro che sottrae a corte proprio la corona destinata alla principessa. E lo stesso finale è reinterpretato: v. il pentimento di Gothel e la “nobilitazione” a corte di Phill.

Il musical porta in scena l’eterna lotta tra il bene e il male. La regia è di Maurizio Colombi, che ha già riscosso un gran successo con il musical “Peter Pan” campione di incassi. Le scenografie sono progettate da Alessandro Chiti e rappresentano – con un continuo scambio tra realtà e cartoons – una rilettura dei luoghi e delle ambientazioni della favola classica.

Lorella Cuccarini recita il ruolo della cattiva Goethel: matrigna (vanitosa e ossessionata dal non voler invecchiare) che tiene rinchiusa la piccola Rapunzel per preservare – e tenere tutto per se’ – il suo potere di darle l’eterna giovinezza. “Il ruolo di Goethel – precisa L. Cuccarini – l’ho accettato perché è una cattiva delle fiabe, è divertente, malvagia ma anche grottesca e sensuale, fino ad arrivare alla parte finale dove vive una sorta di redenzione, e malgrado la sua malvagità alla fine dello spettacolo vince. All’inizio quando Maurizio Colombi mi ha proposto di interpretare questo ruolo da antagonista non ho accettato subito, perché era un ruolo molto lontano da me. Ma poi  mi sono fidata. E oggi dopo 130 repliche posso dire che la sfida è stata sicuramente vinta”.

Il salvatore di Rapunzel (Phill) è interpretato da un atletico Giulio Maria Corso. Mattia Inverni è l’istrionico segucio  che veste anche i panni del Brigante Milord (un ibrido tra uomo e animale) che complementa con la sua magia positiva quella negativa di Gothhel, favorendo l’azione del bene. Perfetta,  nel ruolo di Rapunzel, anche Alessandra Ferrari

Con artisti tutti rigorosamente multiruolo, l’interpretazione corale della compagnia è appassionata, piacevole e senza sbavature. Con musica  rock e melodica, ballerini, acrobati, cantanti, attori ed effetti speciali (i capelli di Rapunzel lunghi diversi metri si illuminano magicamente; due fiori – Rosa e Spina- coni volti di donna sono parlanti; lo Specchio-verità, ecc. ) la storia che aiuta a riflettere sull’importanza delle cose semplici

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Zio Vanja al teatro Arcobaleno (Roma) 1-24 aprile

aprile 8, 2016

Zio%20Vanja_tagliata  Al Teatro Arcobaleno è in scena Zio Vanja: regia di Duccio Camerini – con Sandro Calabrese (Vanja) Duccio Camerini (il dottore) Ciro Carlo Fico ( Dente Cariato) Mattia Giovanni Grazioli (garzone) Maria Vittoria Pellecchia (Sonja) Francesca Sgheri (Elena) –  musiche di Alchimusika.

Bello (e molto attuale) il testo, e brillanti gli attori!

Zio Vanja, grande classico del teatro moderno, è forse il capolavoro di Čechov che – morto a soli 40 anni, (dopo una vita molto intensa) – ha aperto la strada agli assurdi di Beckett, Pinter, etc. Lui era ragazzo ma anche uomo, ingenuo e disincantato: ogni suo giorno aveva la “linea d’ombra” (di Conrad) da scavalcare.

Questa la trama di  zio Vanja.

Sonja e lo zio Vanja vivono nell’azienda agricola che gestiscono nella campagna russa. La quiete della loro esistenza è interrotta dalla visita del professor Serebrjakov – padre di Sonja – accompagnato dalla sua seconda, giovanissima moglie Elena sposata dopo la morte della madre di Sonja. Il confronto-scontro tra i personaggi, che ne deriva, turba la quiete di Sonja e dello zio, come quella del professore e della moglie.

La monotona cadenza della vita di Vanja (dominata dal “rammarico di essermi lasciato scappare il tempo in cui avrei potuto avere tutto ciò che adesso mi rifiuta la mia vecchiaia”) viene interrotta dal professore quando questi annuncia la sua intenzione di vendere l’azienda agricola.

Dinanzi alla prospettiva di un cambiamento radicale della propria vita – e la necessità di lasciare il suo mondo per affrontare un ignoto temuto- Vanja ha una reazione violenta, al punto di tentare addirittura di uccidere il professore. Ma .. alla fine ..il professore e la moglie finiranno per ripartire.

La situazione ridiventa quella di prima del loro arrivo. Tutto andrà al vecchio modo”  è la sintesi di Vanja.

Lo spettacolo rappresenta personaggi che  vivono più da osservatori che da protagonisti, e nel rimorso delle cose non fatte: “mi soffoca il pensiero che la mia vita sia perduta senza rimedio”.

Nella sua trama, non  mancano nè  equivoci nè punte di tristezza. Dando vita a uno spettacolo che pur nella profondità dei suoi temi diventa gradevole – oltre che stimolante – fin dall’inizio regia,  e attori , catturano l’attenzione dello spettatore.

Al Teatro dell’Angelo: Centomila uno nessuno

aprile 6, 2016

CENTOMILA, UNO, NESSUNO – Affidato al bravissimo Giuseppe Pambieri, lo spettacolo è un viaggio nel ricco universo di Pirandello.

Ne nasce una riflessione, scanzonata e umoristica, su questo grande scrittore siciliano del Novecento, i cui personaggi (da Il fu Mattia Pascal al Padre dei Sei personaggi, dall’Enrico IV a Laudisi del Così è se vi pare e a Leone Gala de Il giuoco delle parti e, per i grandi personaggi femminili evocazione del suo inconscio, da Ersilia alla Figliastra, da Mommina sino alla protagonista di Trovarsi) – attraverso narrativa poesia e teatro rivelano l’uomo.

“Una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano”: così Pirandello descrive l’inizio del suo “involontario soggiorno sulla terra”: soggiorno durante il quale la vita l’ha scritta e vissuta, identificandosi in ognuna delle sue creature.

“Centomila uno nessuno” racconta gli aspetti meno noti dell’esistenza dell’autore: dal rapporto con la domestica Maria Stella (che nutrì l’immaginazione religiosa dell’autore e il suo mondo magico popolare) alla figura del precettore; dai tumultuosi anni giovanili e il rapporto conflittuale con il padre al soggiorno tedesco, e agli amori “specchio di un immaginario erotico ossessivo e di una personalità complessa e tormentata”.

Al Teatro Eliseo(Roma) dal 5 al 24 aprile: China Doll

aprile 5, 2016

20160405_212131China Doll – oSotto scacco sarà il primo di tre spettacoli in prima assoluta dedicati a David Mamet (premio Pulitzer nel 1984). L’omaggio dell’Eliseo proseguirà a settembre con Americani – Glengarry Glen Ross e American Buffalo.

Due atti, due personaggi, un telefono, e un’atmosfera da  thriller, per una pièce dedicata al mondo della politica e della finanza, diretta da Alessandro D’Alatri e interpretata da Eros Pagni e Roberto Caccioppoli, nei panni del miliardario Mickey Ross e del suo giovane assistente Carson.

Mickey Ross è un potente uomo d’affari che, dopo una vita di grandi successi, ha deciso di mettere da parte tutto il cinismo e la voglia di arricchirsi per dedicarsi a qualcosa che apparentemente non ha mai conosciuto: l’amore per una giovane e affascinante donna. Anziché un diamante le ha acquistato, come regalo di matrimonio, un jet da 60 milioni di dollari che chiama “il giocattolino”. Tutto sembrerebbe andare per il meglio, ma rapidamente, la situazione s’ingarbuglia… Sulla scena  si realizza anche il confronto tra il vecchio squalo e il giovane apprendista rivelando una collisione di mondi.

La traduzione del testo – ultima creazione di Mamet scritta per Al Pacino – è stata curata da Luca Barbareschi (direttore artistico dell’Eliseo) che precisa:  “ho dovuto trovare significati anche là dove sembrava esserci il vuoto. Il segreto della scrittura di Mamet è in quello che non è scritto. È il sottotesto che deve emergere”.

“L’esposizione di Manet – sottolinea Eros Pagni – non concede pause, è un susseguirsi spaventoso verso il finale micidiale. Allora un attore come me, con 56 anni di teatro, si mette al serizio dell’autore e del regista, ma mantiene pur sempre dei principi: farsi sentire, far capire cosa penso, e certi fulminei silenzi servono, sia con Mamet  sia con Shakespeare”. Splendida l’interpretazione di Pagni!

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Al Teatro Agora’ i BIRBI

aprile 5, 2016

Al Teatro Agorà (Roma) – dal 31 marzo al 24 aprile 2016 – la Compagnia I Birbi ” in “La Resurrezione del Vasetto”, di Luciano Capponi, autore e regista ‘di frontiera’. Una manciata di impavidi controeroi porta in scena la teoria apocalittica della fine del mondo, insieme a una curiosa ipotesi di sopravvivenza. Bella la scenografia, belle le parti musicali, bravi gli attori.