Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Furore al teatro Argentina (Roma, 6-18 dicembre 2022)

dicembre 9, 2022

Con la sua maestria interpretativa e sapienza registica, Massimo Popolizio torna sul palco del teatro Argentina  con Furore, capolavoro di John Steinbeck al teatro adattato da Emanuele Trevi: un affresco epico della Grande Depressione del ’29 che racconta lo straziante esodo (dalle regioni centrali degli Stati Uniti) dei braccianti, costretti a lasciare le proprie terre e attraversare la Route 66 (con  un viaggio di sfinimento, sopraffazione, paura e speranze verso la terra sognata della California) perché colpiti dalla crisi, e in fuga dalle tempeste di sabbia e dalla conseguente siccità che rendeva sterili le terre coltivate a cotone.

MassimoPopoliziano riesce a dar vita – solo parlando (anche se con l’aiuto di toccanti foto e video, e del suo bravissimo musicista) – a tantissimi uomini donne e bambini, che all’improvviso si sono ritrovati senza un passato e senza un futuro, e sempre piu’poveri, ed emarginati. Popolizio da’loro voce, e vita, rievocando anche altri americani, insensibili e malvagi…

Ne nasce uno spettacolo epico e poetico, oltre che di denuncia: commovente e forte!

Per certi aspetti, una ballata blues, amplificata dalle suggestioni sonore di Giovanni Lo Cascio e dalle immagini delle fotografie di Dorothea Lange e Walker Evans.

Più che a una «riduzione – sottolinea Emanuele Trevi –  riteniamo che un progetto drammaturgico su Furore debba tendere a esaltare le infinite risorse poetiche del metodo narrativo di Steinbeck, rendendole ancora più evidenti ed efficaci.  Durante la lettura, Massimo Popolizio darà vita a un one man show epico e lirico, realista e visionario, sempre sorprendente per la sua dolorosa, urgente attualità. Il controcanto è affidato al caleidoscopio di suoni realizzati dal vivo dal percussionista Giovanni Lo Cascio».

Attorno a Furore il Teatro di Roma ha costruito anche un ricco programma di iniziative culturali: una Mostra fotografica, un’appuntamento alla Nuvola (Dal libro al teatro), un Talk pubblico (Dall’America con “Furore”. Migrazioni climatiche dal 1930 a oggi) e Laboratori di lettura ad alta voce nelle scuole.

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Ifigenia in Aulide al teatro Arcobaleno (Roma 9-18 dicembre 2022)

dicembre 9, 2022

Al Teatro Arcobaleno (il cui direttore artistico è Vincenzo Zingaro) – Centro Stabile del Classico riconosciuto dal Ministero della Cultura – è in scena Euripide: la sua tragedia “Ifigenia in Aulide”, nella versione italiana di Fabrizio Sinisi, con regia di Alessandro Machìa, con un interprete d’eccezione quale Andrea Tidona, e con Alessandra Fallucchi, Carolina Vecchia, Roberto Turchetta.

Rappresentata postuma nel 399 a.C. – in un periodo di profonda crisi della pòlis greca (di lì a poco ci sarebbe stata la disfatta di Atene contro Sparta e la fine di un modello democratico) – IFIGENIA IN AULIDE è l’ultima tragedia di Euripide. Gli dèi di fatto non vi sono più.  Dominano il discorso del potere, “umani troppo umani” e inadeguati al mito, ambizione e doppiezza, il privato al di sotto del mascheramento della parola pubblica.

Agamennone è costretto dalla necessità verso cui lo spingono gli eventi a sacrificare Ifigenia.  L’abbassamento di tutti i personaggi è funzionale all’innalzamento della giovane Ifigenia che decide di sacrificarsi.

E poco importa se la giovane si è salvata all’ultimo istante!

Spettri al teatro Quirino (Roma, 13-18 dicembre 2022)

dicembre 9, 2022

Spettri rappresenta uno dei drammi più significativi di Henrik Ibsen. E viene spesso considerato l’altra faccia di Casa di bambola: la signora Alving – incapace di fuggire e custode delle falsità della vita borghese – tenta di riscattare il passato con un asilo. Ma questo va a fuoco, perché gli “spettri” del passato riemergono continuamente.

Questa nuova versione del capolavoro norvegese – adattata da Fausto Paravidino, diretta da Rimas Tuminas e interpretata da Andrea Jonasson – si svolge in uno spazio onirico, grazie a un continuo passaggio tra passato e presente, in cui personaggi reali e fantasmi si fondono come in un sogno.

“La verità è la cosa più difficile da rivelare – sottolinea il regista Rimas Tuminas –  e in questa produzione è ben rappresentato non solo il disvelamento di segreti familiari, ma anche l’esternazione dei fantasmi che si nascondono e vivono dentro tutti noi. Questo spettacolo è una storia di liberazione dai fantasmi che ci inseguono. Le illusioni collassano e crudeli verità vengono rivelate. Con la signora Alving siamo di fronte ad una donna che agisce con coraggio”.

Questa la trama.  Helene Alving, ricca vedova, rievoca col Pastore Manders la vera e nefanda personalità del marito: da cui era fuggita tra le braccia del pastore che amava, ma questi l’aveva respinta. Osvald Alving che –a Parigi – ha scoperto di essere destinato alla follia, apprende dalla madre di aver ereditato la sifilide dalle dissolutezze del padre; e che Regine, la giovane cameriera della quale è innamorato, in quanto frutto di una relazione del padre, è sua sorellastra. Il falegname Engstrand (che incarna il male) vuole aprire un bordello contrabbandato per iniziativa meritoria. Regine – scoperta la verità – abbandona Osvald e accetta di andare nel bordello del patrigno. Osvald viene definitivamente travolto dalla follia.

La deludente COP27 del 2022

novembre 25, 2022

Giocattoli animati: infanzia e letteratura – Convegno internazionale presso Università europea di Roma (5 dicembre 2022) e Alice all’Università di Napoli

novembre 24, 2022

A Roma, presso l’Università europea sè in arrivo un bel Convegno internazionale – organizzato dalla profssa Elena Paruolo e dalla Dottssa Claudia Camici – che permetterà una interessante immersione nel mondo magico della letteratura per l’infanzia.

Qui di seguito il suo Programma:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=pfbid08HhRq9SEaryD8k516sRcAys3nUSNtFeB2CuDNysRQRwgxT6S5Yvq29XcbzuDctPal&id=1141940195

Qualche giorno prima la profssa Elena Paruolo fara’ una Comunicazione – anche a Napoli -presso l’Universita’ Suor Orsola Benincasa in un interessante Convegno internazionale su Alice.

Qui di seguito il suo Programna:

Buona partecipazione e buon ascolto a chi dovesse essere interessato a seguirli!

Il berretto a sonagli, al teatro Quirino (Roma) 8-20 novembre 2022

novembre 7, 2022

Al Quirino – con regia di Gabriele Lavia –  torna in scena l’intramontabile “Berretto a sonagli”.

Questa la trama del testo pirandelliano. Ciampa, scrivano del cavaliere Fiorica – tradito dalla moglie –  tollera la situazione pur di salvare il suo pupo e la faccia. A suo avviso, portiamo tutti sulla fronte tre corde come d’orologio, e cioè, “la seria, la civile, la pazza. Sopra tutto, dovendo vivere in società, ci serve la civile”.   Invece, Beatrice, moglie del cavaliere, fa esplodere uno scandalo.  Ma tutta la famiglia le va contro (la madre, il fratello, la serva) al punto che alla fine si fa ricoverare in manicomio -fingendosi matta – per essersi comportata da pazza / e ricostruire l”ordine da lei rotto..  Ha bollato con un marchio d’infamia tre persone, uno, d’adulterio; un’altra, di sgualdrina; e Ciampa, di becco (tutti oramai sanno che porta il berretto a sonagli, da pagliaccio).

 “Il Berretto a Sonagli – sottolinea quindi Gabriele Laviaè una tragedia della mente. Pirandello mette sulla scena uno di quegli uomini invisibili trattato come se fosse niente, dissolto nel “nulla” del mondo. E sul nostro palcoscenico, “come trovati per caso”: un vecchio fondale “come fosse abbandonato” e pochi elementi, “come relitti” di un salottino borghese, e “per bene”, dove viene rappresentato un banale “pezzetto” di vita di una “famiglia perbene” o di una “famigliaccia per bene” che fa i conti con l’assillante angoscia di dover essere “per gli altri”, di fronte agli altri”.

Ciampa – come se la propria vita fosse, una recita per “gli altri” – ha un mondo suo, ma solo di nascosto. Di giorno – scrive – “Io sono il ‘si dice’”.

” Questo “io” – sottolinea Lavia –  è uno, nessuno e centomila.  L’unica speranza è difendere l’“io” dall’aggressione degli altri. Ma come? Ciampa usa spranghe alle porte, catenacci, paletti. Ma non ci riesce. È costretto a uscire, a “sporcarsi le mani”, direbbe Sartre”.

Giorgia Meloni – in Italia prima donna Presidente del Consiglio – e il suo governo

ottobre 23, 2022

Sinceri complimenti a Giorgia Meloni. Cio’ detto, qui di seguito alcuni miei Post su Facebook, che si soffermano sulle nuove Ministre e nuovi Ministri (chi sono?) del governo Meloni; sull’apparizione del “Merito” anche in Italia; e sul futuro della solidarieta’ e cooperazione italo/francese – e del Trattato del Quirinale. Italia e Francia hanno un ruolo pilota da svolgere, anche in Europa.

La vita davanti a sé al teatro Quirino (Roma) 18-30 ottobre 2022

ottobre 12, 2022

La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani. Gary ha saputo anticipare il grosso tema della convivenza tra culture religioni e stili di vita diversi.

Silvio Orlando, autore di riduzione e regia, ci conduce, nel suo spettacolo in scena al Quirino, con leggerezza e ironia.

Commozione e divertimento si inseguono senza sosta.

In un contesto di crisi, in cui i flussi migratori creano paure nuove e antiche, raccontare la storia di Momo’ e Madame Rosa  è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan: BISOGNA VOLER BENE.

Il caso Tandoy al teatro Quirino (Roma) 11-16 ottobre 2022

ottobre 7, 2022

Scritto e diretto da Michele Guardì, “Il caso Tandoy” si preannuncia come l’evento teatrale della stagione per l’attualità dei temi trattati, e per l’originalità con cui spazia dal dramma a momenti di inaspettata comica leggerezza.  L’intenzione dell’autore è la messa in scena di uno degli errori giudiziari più clamorosi degli anni sessanta, legato all’assassinio di un Commissario ucciso alla vigilia di un suo trasferimento a Roma, per una promozione. L’Autore costantemente in scena – teatralmente – fa uscire i personaggi dalle cronache dei giornali che ha conservato in mansarda. Questi giornali si accaniscono sugli aspetti scandalistici della vicenda, e su maldicenze a sfondo sessuale. Fissato sul delitto passionale – escludendo qualsiasi altra pista e senza una prova – il Procuratore tiene in carcere per mesi il Primario, due presunti esecutori materiali e persino la Vedova. Due anni dopo, la corte di Assise ha poi assolto tutti “per non avere commesso il fatto”.  

Quando il giallo sembra chiuso senza un colpevole, un carrettiere malandato si presenta come l’esecutore del delitto.  La verità emerge grazie a un bravo Magistrato che non esita a rendere pubblici certi intrighi della vittima con la malavita della provincia.

Il processo si concluderà con dieci ergastoli. Tutti in galera? Nemmeno uno. Quando, a quindici anni dal delitto, la Cassazione conferma la sentenza, i condannati saranno scomparsi, per motivi vari.

E il Primario – reintegrato da innocente nel ruolo di direttore sanitario del manicomio – in chiusura della commedia[WU1]  evidenzia una lapide: “QUI NON TUTTI CI SONO E NON TUTTI LO SONO”.


 

Fedra di Seneca al teatro Quirino di Roma (4-9 ottobre 2022)

ottobre 2, 2022

Fedra, moglie di Teseo, è innamorata follemente del figliastro Ippolito (il quale rifiuta l’amore delle donne per dedicarsi alla caccia e alla vita nei boschi) cui (nonostante gli iniziali tentativi della nutrice di dissuaderla) rivela il suo amore.  Ippolito, indignato, fugge dalla reggia. Per vendicarsi, Fedra racconta a Teseo – mentendo – che Ippolito ha cercato di abusare di lei. Infuriato, Teseo invoca la maledizione sul figlio che muore in maniera orribile. Quando il cadavere di Ippolito viene riportato alla reggia, Fedra confessa il suo delitto a Teseo e si uccide. Al padre non resta che piangere, e ricomporre i resti di Ippolito.

“Riflettendo e studiando – afferma la regista Elena Sofia Ricci (che “da anni desidera lavorare con Valentina Banci”) – ho sentito, che all’interno di ciascuno di noi, c’è una parte di ogni personaggio, e che forse, in questa nostra era, siamo tutti un pò Ippolito: a pezzi, a brandelli. E così ho pensato che una discarica infernale, uno “sfasciacarrozze di tutti i tempi”, potesse essere il luogo in cui collocare questa Fedra.

“Fedra, Ippolito, Teseo, la Nutrice, il Messaggero, ma anche il coro – l’intero dramma è popolato da “persone” che arrancano tra le macerie della propria esistenza… Le dinamiche, le ossessioni, le patologie, i mostri non solo interiori dei personaggi si svelano attraverso la pièce, nella loro tragica verità.

“E questo è quello che vorrei arrivasse: la forza della “parola” di Seneca – così tragicamente contemporanea”.