Archive for marzo 2022

Bartleby lo scrivano a Roma al teatro Quirino (29 marzo- 3 aprile 2022

marzo 27, 2022

Al teatro Quirino – liberamente ispirato al racconto di Herman Melville (autore anche del celebre di Moby Dick) – è in scena Bartleby lo scrivano di Francesco Niccolini. Qui di seguito, la sua trama.

Un giorno, nell’ufficio di un anonimo avvocato – dove tutto avviene sempre in estrema monotonia, e in cui ci sono due impiegati che si odiano, una segretaria civettuola, e una donna delle pulizie fin troppo invadente – viene assunto Bartleby, un nuovo scrivano. Bartleby copia e compila diligentemente le carte che il suo padrone gli passa. Finché – un giorno – decide di rispondere a qualsiasi richiesta, con un: “Avrei preferenza di no”.  Da allora, sta inerte alla scrivania, o in piedi per ore a guardare verso la finestra. Smette di uscire durante le pause. Arriverà a dormire di nascosto nell’ufficio. Non beve e non mangia. 

Perché?  Perché non è possibile salvarlo? Perché non vuole essere salvato?

 “Abituati all’idea di sviluppo e crescita senza limite con la quale siamo cresciuti – sottolinea FrancescoNiccolini – Bartleby ci lascia spiazzati: in lui nessuna aspirazione alla grandezza, solo rinuncia, in barba ai vincenti, ai sorrisi a trentadue denti, agli eternamente promossi e ai trend di crescita”.

“L’oceano di Moby Dick – sottolinea il regista Emanuele Gamba – si è trasformato nel mare dell’economia e della produttività. L’ossessionato e ossessivo capitano si è trasformato in Bartleby che avvia un inesorabile processo dubitativo di disgregazione di un moloch che si incarna nel binomio ‘lavoro/dovere’.  Bartleby si incunea e si incista nella storia positiva di Wall Street ma non è un batterio che ammalerà l’ambiente. E’ la cura che proverà a salvare un mondo malato che si nutre di numeri e algoritmi.  Per tutto il tempo cerca il raggio di sole che una volta al giorno entra nell’ufficio sepolcro: forse Bartleby è principalmente questo, un seme che eroicamente, pervicacemente grida sottovoce il proprio diritto alla scelta e alla libertà. E si fa filo d’erba in mezzo al cemento, contro tutto, ma per tutti”.

Il coniglietto di velluto alla Fiera del libro per l’infanzia a Bologna

marzo 21, 2022

NEANCHE IL TEMPO DI PIACERSI al teatro Sala Umberto (Roma, 17-20 marzo 2022)

marzo 14, 2022

Trattandosi di una stand-up comedy “l’attore – sottolinea la regista Tiziana Foschi – è in piedi sul palco e parla direttamente al pubblico. Si ride molto se posso tranquillizzare gli amanti del puro divago, e ci sono momenti teneri dove Marco mette a nudo tutta la sua fragilità e un sentirsi spesso inadeguato”.

In effetti, Marco Falaguasta si cimenta in una satira divertente, brillante, ironica ed impietosa della nostra società.  Tutto nasce dalla sua esperienza di genitore- “Mi sono scoperto – racconta – jurassico e anacronistico nella relazione con i miei figli e il loro mondo. E sempre più spesso, invece di provare a comprendere i loro codici, mi scopro a giudicare i ragazzi e ad attribuire a loro la colpa delle nostre difficoltà d’interazione”.

E’complicato non pretendere che siano i nostri figli a tornare indietro. Ma la tentazione c’è, se si guarda l’immagine che della loro realtà – su cui molto influiscono le nuove tenologie e App – Falaguasta ritrae , mettendola a confronto, in modo brillante, con la realtà di soli 30-40 anni fa.

SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA al Teatro Quirino (Roma 15 marzo 2022)

marzo 14, 2022

Ecco uno spettacolo brioso, e divertente, da non perdere! A distanza di trenta anni dalla sua prima rappresentazione – dopo aver fatto il giro del mondo – la commedia “Se devi dire una bugia dilla grossa” (cavallo di battaglia della Ditta Dorelli, Quattrini, Guida) torna in scena, a Roma, al teatro Quirino, con la direzione artistica di Gianluca Ramazzotti, per festeggiare i cento anni della nascita di Pietro Garinei.

La vicenda  – che non manca di risvolti  comici –  è quella del ministro De Mitri e i suoi goffi tentativi di  relazioni extra coniugali con una ministra dell’opposizione.

La scenografia – con il famoso girevole che rappresenta la hall dell’albergo e due camere da letto – è ispirata dalla scenografia originale firmata dalla ditta G&G.  La nuova versione – attualizzata da Iaia Fiastri – vede protagonisti Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti e la partecipazione di Paola Quattrini, che per la terza volta interpreta Natalia, la moglie dell’onorevole. Oltre a Paola Barale nel ruolo di Susanna Rolandi, il cast comprende anche Nini Salerno, Marco Cavallaro e Alessandro D’Ambrosi.+

“I Malavoglia”al teatro Quirino (Roma,11-13marzo 2022)

marzo 3, 2022

Giovanni Verga – con lo strepitoso Enrico Guarneri e una grande compagnia – torna in scena al teatro Quirino con “I Malavoglia”: il suo più famoso romanzo verista, e il primo del Ciclo dei vinti con cui descrive la vita di umili e sfruttati nell’Italia meridionale.

La trama dello scrittore si incentra sulla storia di una famiglia di pescatori: il nonno padrone ‘Tnoni, il figlio Bastianazzo, la nuora Maruzza e 4 nipoti.  Tutti fanno riferimento a padron ‘Tnoni, Dopo la perdita di una partita di semi di lupino (causata dal naufragio -in cui Bastianazzo perde la vita – della loro barca “Provvidenza) iniziano le disgrazie della famiglia, che cade in povertà. Per aiutare la sua famiglia, Mena rinuncia al suo amore per accasarsi con un ricco pretendente. Luca muore in una battaglia. Dopo un secondo naufragio – e la morte della madre – Tnoni va a Trieste in cerca di fortuna, ma torna ancora più povero. Frequenta contrabbandieri. Colto in flagranza, ferisce il brigadiere, Don Michele Ed è condannato. Quando – nel corso del processo -viene rivelata una sua relazione con don Michele, Lia si trasferisce e diventa una prostituta.

La riscrittura messa in scena al teatro Quirino ha scelto di porre al centro dell’azione drammaturgica la natura, e i passaggi narrativi delle tempeste e delle morti in mare (la tempesta dove si perde il carico dei Lupini e muore Bastianazzo, la morte di Luca su una nave in guerra, la tempesta dove Padron ‘Ntoni si ferisce ed è poi costretto a vendere la Provvidenza). Ed è in questo impianto narrativo che vengono inserite le vicissitudini di ‘Ntoni, nipote di Padron ‘Ntoni, con cui Verga racconta anche la violenza sociale di una società cittadina aliena al mondo marinaro de I Malavoglia.

Concentrandosi sugli eventi più significativi della vita dei Malavoglia, lo spettacoloevidenzia come Verga punti a violare ogni speranza di emancipazione dei suoi personaggi con il cinismo del suo cosiddetto “ideale dell’ostrica” (come l’ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov’è nata, così l’uomo di Verga vive sicuro finché non comincia ad avere manie di miglioramento) che assume i toni di un’oscura fatalità.