Archive for settembre 2018

Nuova recensione del Pinocchio di Elena Paruolo

settembre 29, 2018

Il Parlamento europeo e il caso Orban – E il discorso Juncker sullo stato dell’Unione 2018

settembre 17, 2018

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Per l’UE, il 12 settembre 2018 e’ stata una giornata particolarmente importante: il Parlamento europeo ha adottato una Relazione a difesa dei valori europei e il Presidente Juncker ha pronunciato (prima delle prossime elezioni politiche europee) il suo ultimo discorso sullo stato dell’Unione. Da parte loro, alla sua vigilia,  i sindacati europei – in vista di questo discorso – avevano specificato alcune loro principali rivendicazioni sul futuro dell’Europa.

In questo mio articolo in Europa in movimento mi soffermo su tutto questo. Ecco il suo link:

http://europainmovimento.eu/europa/12-settembre-2018-il-discorso-juncker-sullo-stato-dell-unione-e-la-questione-orban.html

Buona lettura a chi dovesse decidere di leggerlo.

http://europainmovimento.eu/europa/12-settembre-2018-il-discorso-juncker-sullo-stato-dell-unione-e-la-questione-orban.html

Alcune…. delle mie creazioni

settembre 16, 2018

Tele realizzate da me: Silvana Paruolo

 

COLIN CROUCH SUL SOLE 24 ORE

settembre 11, 2018

EQUILIBRIO TRA MERCATI E TUTELE PER ARGINARE I POPULISMI.

Dopo l’intervista a papa Francesco curata dal direttore Guido Gentili, il Sole 24 prosegue il suo approfondimento dei temi politici e culturali di fondo. L’11 settembre ha proposto un articolo di un importante studioso della società europea, Colin Crouch.  Qui di seguito alcuni suoi estratti…

..” Visto che il capitalismo ha quasi distrutto se stesso nella crisi – scrive Crouch – e che ha dovuto chiedere l’aiuto dello Stato per scongiurare una crisi ancora più terribile, sembra arrivato il momento di ripensare i rapporti tra il mercato ela società, come propone il Papa. Ma le forze, che possono rappresentare questo ripensamento sono deboli.

Le forze, che dominano la politica attuale, sono quattro:

1. il neoliberismo (screditato ma ancora influente nei mondi degli affari e della politica)

2. il populismo xenofobo (sempre più potente, aggressivo, con poche idee economiche)

3. la socialdemocrazia (sempre più debole, dopo íl declino della sua base sodale principale, la dasse operaia industriale)

4. la democrazia cristiana, spaccata tra un’ala neoliberista, conservatrice (che oggi vuol dire populista) e una socialdemocratica.

Quali coalizioni possibili esistono tra queste forze, affinché si raggiunga un nuovo bilanciamento tra mercato, regolazione e politica sociale?

Sono possibili alleanze tra il neoliberismo e una xenofobia populista: lo si vede nell’amministrazione di Donald Trump. Ma è rischioso, perché i populisti rifiutano la globalizzazione e la sovranità della legge sul governo, due cose care al neoliberalismo.

Sono possibili anche coalizioni tra gli xenofobi e socialdemocratici, se questi ultimi pongono l’enfasi della loro politica sullo Stato nazionale e il suo popolo nativo. Si vedono discussioni di questo tipo in Italia, in Danimarca, nel Regno Unito, e tra i nuovi gruppi della sinistra tedesca. Tali coalizioni potrebbero portare a un nuovo protezionismo.

Infine sono possibili coalizioni tra neoliberalismo e socialdemocrazia. Abbiamo esperienze molto recenti di questi rapporti, nel Regno Unito di Tony Blair, nella Germania di Gerhard Schroeder, in Austria, in Olanda, nei Paesi scandinavi. Tutti sono finiti tra le lacrime, perché i socialdemocratici hanno offerto troppi compromessi al neoliberismo e dunque non potevano opporsi alle forze che d hanno condotto alla crisi finanziaria. Questi compromessi hanno anche creato un centro troppo ampio, che ha relegato il conflitto politico agli argini, dove sono fioriti i populisti della destra estrema. Eppure c’è ancora bisogno di compromessi tra fautori del libero mercato e quelli delle politiche sociali, come ha esortato il Papa….

UE: le rivendicazioni dei sindacati europei, in vista dello Stato dell’Unione (12 settembre 2018) di J.C. Juncker

settembre 11, 2018

In vista del discorso (12 settembre 2018) del Presidente della Commissione europea C. Juncker, sullo stato dell’Unione, Luca Visentini, Segretario generale della Confederazione europea dei sindacati (CES) ha così puntualizzato alcune rivendicazioni dei sindacati europei:

  • un appello per un’ampia Alleanza europea – tra partiti, politici ,parti sociali e società civile – a supporto dei valori democratici; e per contrastare populismo, nazionalisno e razzismo, negli ultimi anni, alimentatida un incremento delle disuguaglianze e una caduta dei livelli di vita

  • attenzione al fatto che l’Unione europea non può essere basata solo sicurezza, difesa e controllo delle frontiere.

    L’Europa necessita di :

  • giustizia sociale

  • più investimenti (pubblici e privati) e lavori di qualità

  • azioni concrete per implementare il Pilastro dei diritti sociali, prima delle elezioni europee.   Servono progressi concreti per un migliore equilibrio tra lavoro e vita privata, condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili, accesso alla protezione sociale, per l’Autorità europea del lavoro e il Pacchetto mobilità, e più ambizioni da parte dei governi piuttosto che rinvii

  • più serietà nell’affrontare le disuguaglianze salariali (di genere e tra est e ovest) e la povertà.  Salari più alti e convergenza in sù rafforzerebbero la domanda, incrementerebbero la competitività e ridurrebbero il risentimento

  • l’Ue dovrebbe fare tutto quanto può per promuovere efficienti relazioni industriali, contrattazione collettiva, dialogo sociale a livello UE e a livello nazionale, e la partecipazione dei lavoratori.

  • l’azione climatica e la digitalizzazione devono essere gestite per affrontare gli impatti sociali e occupazionali e le eventuali perdite di posti di lavoro, ivi incluso attraverso una politica industriale europea

  • deve essere trovata una risposta comune all’immigrazione, basata su regole, multilateralismo e diritti umani e il coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile che possono svolgere un ruolo cruciale nell’integrazione di rifugiati e migranti.