Archive for giugno 2019

OdG del Vertice del G20 (2019) – a Osaka, in Giappone (28-29 giugno 2019) – e Comunicato finale

giugno 26, 2019

I leader del G20 si riuniranno a Osaka il 28 e 29 giugno: ospiti del primo ministro giapponese Shinzō Abe (per la prima volta, il Giappone esercita la presidenza del G20).

L’Unione europea  vi sarà rappresentata dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, insieme al presidente della Commissione europea, J.C. Juncker.   Al vertice l’UE esorterà a difendere il multilateralismo e il commercio fondato su regole. Sarà l’occasione per allentare le tensioni commerciali e discutere anche della riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).    L’UE si adopererà inoltre per ribadire il suo impegno a mantenere un ruolo di primo piano nella lotta ai cambiamenti climatici e ad attuare l’accordo di Parigi in vista della riunione della COP25 di dicembre.  I leader discuteranno poi di questioni riguardanti: le disuguaglianze e l’invecchiamento della società; l’emancipazione femminile; l’innovazione e l’economia digitale. Si parlerà inoltre di sviluppo sostenibile, in particolare dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Durante la presidenza del G20, il Giappone si concentrerà su una serie di priorità, tra cui:

  • crescita economica e riduzione delle disuguaglianze
  • infrastrutture di qualità e salute
  • questioni globali come i cambiamenti climatici e i rifiuti di plastica negli oceani
  • economia digitale
  • sfide legate all’invecchiamento della società

Il vertice L20 (L sta per lavoro) sarà organizzato dal sindacato giapponese – insieme alla Confederazione sindacale  internazionale (CSI) e la Commissione consultiva presso l’OCSE (TUAC) – per il 29-30 agosto 2019 a Tokyo.   I Ministri del lavoro e occupazione – che si riuniranno a Matsuyama l’1-2 settembre – dibatteranno dei cambiamenti demografici, in particolare la società che invecchia, il finanziamento delle pensioni, l’allungamento della vita professionale e i lavori nei servizi di cura, e ancora dei Piani finalizzati ad accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e “scambio di prassi” sul futuro del lavoro e le nuove forme di lavoro.  Una delegazione ristretta di rappresentanti sindacali di alto livello assisterà e contribuirà alla riunione dei Ministri del lavoro e occupazione del G20.

L’azione dell’ L20 ( 2019)  si concentrerà su:

  • reddito di lavoro e lavoro decente in particolare nelle catene di approvvigionamento e trasformazione del lavoro
  • lotta contro le disuguaglianze dei redditi mediante il salario minimo e la contrattazione collettiva, il rispetto dei diritti del lavoro e la protezione sociale
  • più investimenti nelle infrastrutture e economia di cura
  • riduzione dello scarto salariale tra uomini e donne mediante misure volte a incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, e la loro preparazione
  • lotta contro gli effetti nefasti della digitalizzazione e regole plurilaterali riguardanti il commercio elettronico sui mercati del lavoro e quadri regolamentari
  • promozione della trasparenza fiscale e dell’obbligo di resoconto
  • il coordinamento delle politiche volte ad assicurare una transizione giusta verso un’economia senza emissioni di carbone e la trasformazione digitale
  • la protezione dei diritti del lavoro dei migranti e la realizzazione del Programma 2030

L’ L 20 da sempre rivendica investimenti per creare lavori di qualità, per apprendimento di qualità e competenze,  formalizzazione del lavoro (attraverso salari minimi, diritti del lavoro e zoccoli di protezione sociale), una crescita sostenibile verde e inclusiva, una ripartizione equa dei redditi, una ri-regolamentazione del settore finanziario, l’attuazione dehli impegni dei G20.

Di fatto,  il vertice è stato poi dominato dalla bilaterale Usa-Cina,  e dalla tregua – statunitense – sui  dazi

COMUNICATO FINALE     – Il comunicato finale mira più a contenere i danni, che a fare passi in avanti.

Conserva un Appello alla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e alla lotta contro le tentazioni protezioniste.

Circa il clima,  usa la stessa formula (19+1) del G20 di Buenos Aires: 19 ( senza Usa)  paesi firmatari dell’Accordo di Parigi del 2015 “hanno riconfermato” la sua irreversibilità (19 senza gli Usa).  Macron è stato chiaro fin dall’inizio dei lavori: non avrebbe firmato nessun Comunicato al ribasso. Da parte loro, gli Usa di Trump hanno inutilmente tentato di portare altri paesi (Brasile,  Turchia, Arabia saudita) sulle posizioni negazioniste del presidente.  Ue, Canada e Cina hanno battagliato per evitare ulteriori indietreggiamenti. Continuano intanto i lavori preparatori della Cop25, che segue la Cop 24 di Katowice (in Polonia).  La Cpo 25 – che si terrà a dicembre in Cile – è incaricata di avanzare su aspetti tecnici affinché i 196 paesi partecipanti possano prendere decisioni future sui cambiamenti climatici. Innanzitutto, c’è da innalzare – i contributi nazionali, volontari, di limitazione delle emissioni climalteranti.  E, per quanto riguarda il mercato degli scambi di emissioni, c’è da capire come evitare conteggi doppi.  Circa l’inquietante  rapporto dell’IPCC sulla necessità di limitare il riscaldamento all’1,5°C –  edulcorando ogni riferimento allo stesso – tuttora, alcuni Stati si limitano a “prenderne nota”.

Il commercio continua a dividere i membri del G20. Usa e Cina sono giunti a una nuova tregua nel loro conflitto commerciale: per il momento Trump rinuncia a nuove tasse sui prodotti cinesi.  L’OMC è stata creata a partire dall’idea che tutti i paesi aderiscono a uno sistema simile. Ma la Cina crea delle perturbazioni. Non si tratta solo di sovvenzioni, ma di un sostegno sottile cui è difficile rispondere con regole dell’OMC: questo è il centro della guerra tra Usa-e Cina.

Il 28 giugno 2019, l’Ue ha concluso un controverso Accordo di libero scambio commerciale con i paesi sud-americani del Mercosur (Brasile Argentina,Uruguay e Paraguay). Per beneficiarne il brasiliano Jair Bolonaro si è impegnato (al G20 di Osaka ) di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Gli agricoltori europei sono inquieti. Ong e ecologisti, furibondi, denunciano la deforestazione dell’Ammazzonia e l’uso sfrenato di pesticidi in Brasile. Per J.C. Juncker “questo accordo Ue-Mercosur è un vero messaggio di sostegno a un commercio aperto, equo, sostenibile e regolamentato”, anche se il processo di ratifica si annuncia lungo e difficile.

Circa il G20 di Osaka, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha sottolineato anche passi in avanti sull’economia digitale e la promozione della parità di genere uomini e donna.

 

OPERA (a Roma) : la bella programmazione 2019-2020

giugno 20, 2019

La Programmazione 2019-2020, quale emerge dal Comunicato stampa del Teatro dell’Opera di Roma.

La stagione lirica del Teatro dell’Opera di Roma sarà aperta da Les vêpres siciliennes l’opera con cui Verdi esordì nel giugno 1855 a Parigi – Direttore Daniele Gatti, mentre la regia del nuovo allestimento è affidata a Valentina Carrasco, già apprezzata per una sua Carmen a Caracalla (2017). La scenografia sarà opera del francese Richard Peduzzi. Le luci saranno di Peter van Praet e i costumi di Luis Carvalho. Le coreografie del balletto “Le quattro stagioni”, parte integrante del secondo atto di questo grand-opéra, saranno diMassimiliano Volpini. Tra i principali interpreti Roberto Frontali nel ruolo di Guy de Montfort, Dario Russo in quello de Le sire de Béthune; Hélène sarà cantata da Roberta Mantegna che, nata nel nostro progetto “Fabbrica”, ha già intrapreso una brillantissima carriera internazionale. Sono talenti della seconda edizione di questo stesso progetto Andrii Ganchuk, che interpreta Le comte de Vaudemont, e Irida Dragoti, Ninetta. Con loro ci saranno John Osborn (Henri), Michele Pertusi e Alessio Cacciamani (Jean Procida),Francesco Pittari (Danieli), Saverio Fiore (Thibault) e Alessio Verna (Robert).

Dal 23 gennaio al 6 febbraio 2020, in scena  I Capuleti e i Montecchi  opera molto attesa dagli appassionati del belcanto (appassionata versione che Bellini, nel 1830, seppe dare della tragedia di Shakespeare) sarà il secondo titolo diretto dal maestro Daniele Gatti in un nuovo allestimento con regia, scene, costumi e luci di Denis Krief. I ruoli dei due protagonisti saranno interpretati daAnna Goryachova e Vasilisa Berzhanskaya (Romeo, en travesti), Mariangela Sicilia eBenedetta Torre (Giulietta). Con loro sul palcoscenico Iván Ayón Rivas e Giulio Pelligra(Tebaldo), Nicola Ulivieri (Lorenzo) e Alessio Cacciamani (Capellio).,

 Dal 18 al 29 febbario, in scena  anche lEvgenij Onegin di Čaikovskij diretto da James Conlon. Un’ “opera di formazione”, tratta dal romanzo in versi di Puškin, che vede la giovanissima protagonista “innamorarsi dell’idea dell’amore” e invaghirsi della persona sbagliata, per raggiungere solo in seguito la sua maturità sentimentale. Lo spettacolo (in lingua originale) avrà la regia di Robert Carsen. Scene e costumi saranno diMichael Levine e le luci di Jean Kalman. Nel ruolo del titolo Markus WerbaMaria Baiankina (Tat’jana) debutta all’Opera di Roma, così come Yulia Matochkina (Ol’ga). Negli altri ruoli maschili Saimir Pirgu (Lenskij), John Relyea (Gremin) e Andrea Giovannini(Triquet). Tornano su questo palcoscenico Anna Victorova (Filipp’evna), così come Irida Dragoti (Larina) e Andrii Ganchuk (Zareckij) del progetto “Fabbrica” YAP.

 Dal 25 marzo al 5 aprile, in scena  Turandot, in una lettura davvero nuova del capolavoro di Puccini. Il nuovo allestimento sarà curato in ogni aspetto (regia, scene, costumi) da uno dei più grandi artisti contemporanei, Ai Weiwei, che per la prima volta si cimenta con una regia teatrale. Leggere l’immaginario mondo cinese di Gozzi, e poi di Puccini, da parte di un artista cinese sarà motivo di straordinario interesse.   A dirigere Turandot sarà Alejo Pérez. Nel ruolo della principessa con Anna Pirozzi si alternerà Amber Wagner (al suo debutto romano), Calaf sarà Gregory Kunde (in alternanza con Arsen Soghomonyan, anche lui al debutto), Altoum Carlo Bosi, Timur Antonio di Matteo (in alternanza con Marco Spotti), Liù sarà interpretata da Francesca Dotto, di casa al Costanzi. Ci saranno Alessio Verna (Ping),Francesco Pittari (Pang), Pietro Picone (Pong) e, dal progetto “Fabbrica” YAP, Andrii Ganchuk (un mandarino).

 Agli stessi anni della Turandot risale la Kát’a Kabanová, che Leoš Janáček terminò nel 1922. È la prima volta che questo capolavoro del musicista ceco è rappresentato a Roma: si potrà dunque ascoltare e vedere uno dei maggiori lavori teatrali del Novecento, in cui conflitti sociali di un mondo autoritario e drammi interiori della protagonista s’intersecano fino a condurre alla tragedia finale. L’opera sarà presentata in un nuovo allestimento in coproduzione con la Royal Opera House di Londra, uno spettacolo che ha vinto quest’anno l’Olivier Award. A dirigere l’opera (dal 19 al 28 aprile) sarà David Robertson, regia diRichard Jones e scene e costumi di Antony McDonaldLucy Carter curerà le luci e Sarah Fahie le coreografie. Molti i debutti nel cast: Charles Workman (Boris Grigorijevič), Susan Bickley (Marfa Kabanová), Andrew Staples (Tichon Kabanov) e Amanda Majeski come protagonista. Nel cast anche Stephen Richardson (Savël Prokofjevič Dikoj), Cristopher Lemmings (Váňa Kudrajaš), Emily Edmons (Varvara), Lukáš Zeman (Kuligin).

maggio (dal 22 al 31) torna un’opera del giovane Verdi , Luisa Miller (1849). Lo spettacolo ha  le scene di Paolo Fantin, i costumi di Carla Teti e le luci di Hans-Rudolf Kunz, video designer Timo SchlüsselRiccardo Zanellato sarà il conte di Walter, Piero Pretti Rodolfo, Daniela Barcellona Federica, Marco Spotti Wurm, Enkhbat Amartuvshin, giovane baritono mòngolo, debutta come Miller, Roberta Mantegna ritorna in stagione come Luisa. Si tratta di un allestimento in collaborazione con l’Opera di Zurigo.

 Alla fine di maggio sarà in teatro, a capo per la prima volta della nostra orchestra, il maestro Myung-whun Chung: dirigerà la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, il massimo capolavoro non teatrale del compositore. Sotto la sua bacchetta canteranno il sopranoCarmen Giannattasio, il mezzosoprano Daniela Barcellona, il tenore Saimir Pirgu e il basso Roberto Tagliavini. L’unica presenza, in un lontano passato, al Costanzi del maestro Chung risale al 1995, ospite con la Philharmonia Orchestra per un concerto sinfonico.

 Dal 13 al 25 giugno sarà in programma la Carmen, diretta da Bertrand de Billy (al suo debutto all’Opera) con la regia di Emilio Sagi, le scene di Daniel Bianco, luci di Eduardo Bravo e coreografie di Nuria Castejón. Si tratterà però di un nuovo allestimento perché lo spettacolo (visto nel 2014) avrà costumi nuovi disegnati da Fendi: continua così la collaborazione del Teatro dell’Opera con le grandi firme della moda proseguita, dopo La traviata di Valentino, con Maria Grazia Chiuri per la maison Dior e ancora con Jean Paul Gaultier ciascuno per due spettacoli di balletto.   A interpretare i ruoli principali di questa Carmen tornano Veronica Simeoni e Pavel Černoch(insieme già ne La damnation de Faust). Nel ruolo della protagonista ci saranno ancheKsenia Dudnikova e Irene Roberts, in quello di Don José anche Migran Agadzhanyan. Escamillo sarà interpretato da Vitaliy Bilyy e, dal progetto “Fabbrica” YAP, Andrii Ganchuk.Maria Grazia Schiavo sarà Micaëla.

 Due importanti titoli di Stravinskij, legati alla sua stagione neoclassica ed entrambi diretti da Daniele Gatti, chiuderanno la stagione nella seconda metà di ottobre. Un nuovo allestimento del Rake’s Progress (La carriera di un libertino) dal 18 al 29, uno dei grandi capolavori del Novecento rappresentato al Costanzi una sola volta nel maggio 1968, (ma allora in una produzione e con complessi dell’Opera di Amburgo). Questo, che vede invece protagoniste l’orchestra e tutte le forze del teatro, sarà invece un allestimento in tutto nuovo con il nostro direttore musicale e la regia di Graham Vick. Canteranno Juan Francisco Gatell nel ruolo di Tom Rakewell, Chen Reiss in quello di Anne Trulove, Markus Werba di Nick Shadow. Ci saranno Adriana Di Paola (Baba the Turk), Stephen Richardson (Father Trulove), Paul Nilon (Sellem) e Susan Bickley (Mother Goose).

A intercalarsi tra le date del Rake’s Progress ci sarà, il 23 e il 24 ottobre, l’oratorio stravinskiano Oedipus Rex affidato alla narrazione, in un ruolo centrale del lavoro di un grande attore italiano, Massimo Popolizio. Accanto a lui le voci di Brendan Gunnell nel ruolo del titolo, di Ekaterina Semenchuk in quello di Jocasta; Alex Esposito torna su questo palcoscenico e interpreterà Créon, Andrea Mastroni sarà Tirésias. Questa pagina è presente un’unica volta nella cronologia del teatro, diretta da Zoltan Pesko nel 1995 con la regia di Squarzina e le scene e i costumi di Manzù, questi ultimi diventati parte integrante dell’importante collezione di artisti che hanno collaborato con l’Opera di Roma.

 Due produzioni evergreen del Teatro dell’Opera di Roma incorniceranno l’inizio e la fine della stagione. In dicembre, con l’opera inaugurale, si alterneranno cinque recite di Tosca, nella versione 1900 della prima assoluta dell’opera, curata da Alessandro Talevi e diretta da Pier Giorgio Morandi. Le scene e i costumi di Adolf Hohenstein sono ricostruite sui bozzetti originali rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti. Le luci sono di Vinicio CheliLyudmila Monastyrska, che debutta all’Opera di Roma, si alternerà con Monica Zanettin nel ruolo del titolo. Giorgio Berrugi e Diego Cavazzin torneranno a interpretare Cavaradossi così comeClaudio Sgura come Scarpia, Domenico Colaianni Sagrestano, Luciano Leoni Angelotti.Andrea Giovannini sarà Spoletta. Alla produzione partecipa la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma. A novembre 2020 sarà in scena La traviata con la regia di Sofia Coppola, i costumi di ValentinoMaria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, le scene diNathan Crowley. Sul podio ci sarà Paolo Arrivabeni e nel ruolo della protagonista si alterneranno Zuzana Markova, Albina Shagimuratova e Claudia Pavone, in quello di Alfredo Germont Sergey RomanovskyIván Ayón Rivas e Alessandro Scotto di Luzio, in quello di Giorgio Germont Marco Caria e Simone Del Savio. Le coreografie interpretate dal Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma sono di Stéphane PhavorinVinicio Chelifirma le luci, video a cura di Officine K.

 La stagione di balletto   –   Con una programmazione attenta e bilanciata, tra grandi balletti del repertorio classico e titoli fondamentali di quello moderno e contemporaneo, la nuova stagione di balletto si compone di 5 spettacoli.

 Il lago dei cigni di Benjamin Pech già étoile dell’Opéra di Parigi, primo maître e assistente alla Direzione del Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Il lago dei cigni è in scena al Teatro Costanzi dal 31 dicembre 2019 all’8 gennaio 2020.   E’ una fiaba romantica percorsa dall’eterno conflitto tra Bene e Male che ancora oggi, con il suo intenso simbolismo, continua ad affascinare gli spettatori di tutto il mondo. Pech rimanendo in gran parte fedele al libretto immaginato da Marius Petipa, rielabora la drammaturgia e crea la sua versione. Il mago Von Rothbart, che nella storia originaria trasforma la principessa in cigno, non c’è. È Benno, l’insospettabile amico del Principe Siegfried, a ricoprire il ruolo del malvagio. Benno, geloso e avido di potere, manipola il Principe per tutto il balletto e solo alla fine del terzo atto rivela la sua vera natura e svela l’inganno. Il tradimento che si compie a opera di Benno nei confronti del Principe, e del Principe nei confronti di Odette pur senza volerlo, diventa il tema centrale di questa versione. La morte incombe metaforicamente sulla scena portando con sé Odette. Benno raggiunge il suo scopo, ma la purezza di cuore del principe, che tutto perdona, lo disarma. Il lavoro di Pech dialoga con un allestimento magico fatto di scene raffinate e preziosi decori dello scenografo Aldo Buti con le luci di Vinicio Cheli. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Nir Kabaretti e dal maestro Carlo Donadio.

Al geniale Jerome Robbins, il grande innovatore di tutti i tempi si consacra la Serata Robbins con un programma speciale composto da Glass pieces, In the Night e The Concert. La Serata Robbins è in scena al Teatro Costanzi dal 30 gennaio al 5 febbraio.

Glass pieces di Robbins debutta il 12 maggio 1983 al New York State Theater, con il New York City Ballet. Si tratta di un lavoro altamente formale, articolato in tre sezioni, dove Robbins sovrappone a un vocabolario tradizionale concetti provenienti dalla postmodern dance e costruisce schemi di movimento e ritmi visibili che traducono in architettura fisica le musiche di Philip Glass: Rubric e Façades (dall’album Glassworks), accanto a degli estratti dall’opera Akhnaten. Il risultato è un sofisticato linguaggio moderno che è allo stesso tempo ipnotico e carico di energia, quella di ben quarantadue ballerini in scena. Le scene sono dello stesso Robbins con Ronald Bates, i costumi di Ben Benson.

In the Night viene creato da Robbins nel 1970 per il New York City Ballet. Tre diverse coppie di innamorati sono le protagoniste di questo elegante e raffinato balletto: una prima coppia è formata da giovani, una seconda da lirici e un’ultima da passionali amanti che s’incontrano sotto il cielo stellato di mezzanotte. I tre Pas de deux esprimono coreograficamente i diversi temperamenti delle tre coppie sulle note di tre Notturni di Frédéric Chopin. La prima coppia invade il palcoscenico con una danza fluida di tenera espressività; la seconda interpreta un duetto molto raffinato ed elegante; l’ultima esegue una danza d’impetuoso contrappunto, qui affidato alla grinta di Eleonora Abbagnato. Lei oscilla tra il furore esplosivo e la supplica disperata, e con il partner anima una disputa e una riconciliazione. Questo affascinante affresco delle peripezie amorose si conclude con una danza d’insieme di tutte le coppie. I costumi sono di Anthony Dowell che nel 1973 danza in maniera memorabile In the Night al Royal Ballet.

Robbins crea The Concert, The Perils of Everybody per il New York City Ballet con il quale debutta il 6 marzo 1956 al City Center of Music and Drama di New York. Il balletto – particolarmente brillante, in un atto – ritrae i comportamenti di un pubblico che ascolta un concerto per pianoforte e affresca situazioni ricorrenti durante i concerti, innescando un crescendo di gag dalla forte componente umoristica. Il pianista suona Frédéric Chopin in scena: i suoi spettatori lo raggiungono, si portano una sedia e animano comicamente il concerto, esternando, con gesti e atteggiamenti, i comportamenti che li caratterizzano.  C’è il ragazzo attento che siede in prima fila, le due donne che scartano caramelle e disturbano il ragazzo parlando in continuazione, la donna bella e sinuosa che ascolta languidamente il concerto appoggiandosi al pianoforte, la donna vigorosa dal forte temperamento, il marito premuroso succube della moglie dispotica, il timido occhialuto, il ritardatario che disturba i presenti, la maschera che chiede i biglietti e fa spostare gli spettatori da un posto all’altro. Le scene sono di Saul Steinberg e Edward Gorey, i costumi di Irene Sharaff.

Le luci della Serata Robbins sono di Jennifer Tipton. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Carlo Donadio.

Il Corsaro di José Carlos Martínez è una nuova creazione coreografica sulla produzione del Teatro dell’Opera di Roma con allestimento di Francesco Zito e luci di Vinicio CheliIl Corsaro è in scena al Teatro Costanzi dal 1 all’8 marzo. Anteprima giovani 28 febbraio.   Il Corsaro dal momento della sua creazione è molto evoluto, ha conosciuto versioni differenti con spesso diverse aggiunte musicali. José Carlos Martínez per questa sua versione per il Teatro dell’Opera di Roma vuole tornare allo scenario originale facendone un balletto in due atti e alleggerendolo di tutte le aggiunte fatte nel tempo. L’idea non è quella di fare una ricostruzione storica, ma di tornare alle origini del Corsaro creando una nuova coreografia. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Alexei Baklan.

 La formula del trittico, divenuta una consuetudine, si rinnova forte del successo ottenuto negli ultimi anni con tre capolavori Suite en blanc, Serenade e Bolero di tre grandi maestriGeorge Balanchine, Serge Lifar e Krzysztof Pastor. Il Trittico Suite en blanc/Serenade/Bolero è in scena al Teatro Costanzi dal 6 al 10 maggioAnteprima giovani il 5 maggio.   La serata si apre con la poesia di Suite en blanc balletto non narrativo in un atto creato da Lifar nel 1943 per la compagnia dell’Opéra di Parigi. Il coreografo afferma che nel comporre questo capolavoro si è concentrato esclusivamente sulla danza pura, indipendentemente da ogni altra considerazione, animato dalla volontà di creare delle belle visioni. Il risultato è una successione di frammenti coreografici autonomi, tuttavia accomunati tra loro dal medesimo stile neoclassico. Eleonora Abbagnato balla l’Adage di Suite en blanc.    Segue Serenade, primo balletto americano di Balanchine creato nel 1934 a partire da Serenata in do maggiore per orchestra d’archi dell’amato musicista Čajkovskij. Il balletto, una vera pietra miliare della storia della danza, senza trama si divide in quattro movimenti. Come Balanchine stesso disse nasce dal desiderio di “fare un balletto che non mostrasse quanto danzavano male” i suoi ballerini, ma come lui aggiunse in Serenade c’è la traccia di un uomo che incontra una donna, se ne prende cura, e di un destino che li allontana. La creazione nel tempo ha subito varie modifiche, ma la struttura generale è rimasta quella originale. I costumi sono di Barbara Karinska.    Conclude la serata il Bolerodi Pastor creato nel 2012. Il Bolero occupa un posto speciale nella storia della musica e della danza. La prima produzione ballettistica di Bolero è di Bronislava Nijinska insieme a Ida Rubinstein che nel 1928 la presentano al pubblico parigino, ma quella che ha segnato la storia e che ancora oggi si pone come un’icona dell’arte del balletto è la leggendaria versione di Maurice Béjart. Pastor, consapevole del fatto che da sempre il Bolero è stato concepito “in cerchio” generalmente con un tavolo rotondo al centro del palcoscenico con un solista, donna o uomo, che danza su di esso e gli altri ballerini tutti intorno, e a conoscenza del desiderio di Ravel di rappresentarlo in uno spazio aperto con un’industria sullo sfondo, decide di usare un ampio spazio rettangolare. Da qui sviluppa la sua idea e affida l’esecuzione del suo Bolero a un uomo e a una donna, una coppia principale con un corpo di ballo che li ingloba e li rilascia. Interprete d’eccezione di questo Bolero èEleonora Abbagnato. Le scene e i costumi sono di Tatyana Van Walsum, le luci di Bert Dalhuysen. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Façal Karoui.

 La stagione di balletto 2019 – 20 si conclude con un capolavoro dal titolo evocativo e tristemente attuale Notre-Dame de Paris del coreografo francese Roland Petit, qui ripreso da Luigi Bonino Direttore Artistico del Repertorio Roland Petit. Notre-Dame de Paris è in scena dal 24 settembre al 1 ottobreAnteprima giovani 23 settembre.     Mentre Roland Petit – affascinato dalle vicende del Medioevo, epoca caratterizzata da una visione mistica del mondo, e spinto dal desiderio di modernizzarlo – pensa di realizzare un balletto a partire da Il monaco di Lewis, si ritrova a leggere il capolavoro di Victor Hugo, Notre-Dame de Paris e a riscrivere, seguendo la trama di Hugo, il libretto per l’omonimo balletto che nel 1965 debutta sul palcoscenico del Palais Garnier, Opéra di Parigi. 

Notre-Dame de Paris di Roland Petit è un balletto d’azione in due atti ambientato nella Parigi del 1482 e come sempre è una creazione totale, uno spettacolo unico e originale fatto di danza, partiture musicali, scene e costumi che dialogano vivamente tra di loro aggiungendo qualcosa in più al tema originale. Si tratta di una collaborazione d’eccezione che riunisce artisti di grande personalità come lo stilista Yves Saint-Laurent, lo scenografo René Allio e il compositore Maurice JarreIl corpo di ballo è qui il popolo francese, un vero coprotagonista, un collante e un elemento di supporto per i personaggi principali. Esmeralda, Quasimodo, l’arcidiacono Frollo e il capitano Phoebus emergono, da questo corpus narrativo e coreografico dal forte impatto visivo ed emotivo, con potenza. Le loro intrigate vicissitudini danno vita a un vero dramma delle passioni dal quale svetta il protagonista assoluto, Quasimodo. Petit fa nascere questo personaggio dentro di sé e lo interpreta alla prima rappresentazione. Con Petit, Quasimodo perde la gobba e non è un mostro, ma un ragazzo complessato a causa delle conseguenze di un brutto incidente. In lui, come in Esmeralda considerata come una strega perché allevata dagli zingari, Petit vede delle persone rifiutate dalla società perché diverse: questo è il punto di partenza del suo balletto e della sua geniale opera di modernizzazione. Quasimodo è destinato alla rigenerazione ed è lui nell’ultima scena a portare la morta Esmeralda in un altrove dove anche i rifiutati trovano il riposo eterno. L’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma è diretta dal maestro Louis Lohraseb.

La stagione estiva alle Terme di Caracalla –   Per la prossima stagione di Caracalla, oltre a numerosi Extra che saranno annunciati volta per volta nel corso dei prossimi mesi, ecco già da ora i titoli dei quattro spettacoli in programma. Torneranno l’Aida verdiana, diretta da Jordi Bernàcer con la regia di Denis Krief, che andrà in scena tra pochi giorni (a partire da giovedì 4 luglio) e Il barbiere di Siviglia con la regia (2016) di Lorenzo Mariani e diretto da Stefano Montanari. Lo stesso direttore sarà sul podio anche per La vedova allegra di Franz Lehár allestita nel febbraio scorso con molto successo al Costanzi da Damiano Michieletto, e che sarà modificata dallo stesso regista per gli spazi più ampi di Caracalla. In scena ci sarà anche presentato un nuovo balletto, una serata Gershwin diretta da Gareth Valentine con le coreografie di Derek Deane, intitolata Strictly Gershwin.

 

Teatro Brancaccio (Roma): la nuova bella programmazione (2019-2020)

giugno 19, 2019

FB_IMG_1560980091409.jpgSplendida la prossima stagione del Brancaccio, tra novità, graditi ritorni, grandi musical, concerti e danza.

Tra l’altro – nel corso della conferenza stampa – Alessandro Longobardi ha sottolineato che la cultura è la base della formazione dei nostri figli, dei giovani che saranno il futuro della nostra civiltà, ma che solo dei singoli illuminati spendono senza avere nessun tipo di sovvenzione, come nel suo caso.

Si partirà con la nuova Produzione del Brancaccio – Aladin – con la regia di Maurizio Colombi (che ha già fatto Rapunzel e Regina di ghiaccio) prodotta da Longobardi.

Il 2 dicembre avremo in scena tre icone dello spettacolo italiano: Giorgio Panariello, Carlo Conti e Leonardo Pieraccioni nel loro divertente tour in versione teatrale.

Enrico Brignano sarà per la prima volta in Brancaccio – su direzione di Alessandro Longobardi –  con il suo INNAMORATO PERSO: spettacolo divertente ed emoziante.

In febbraio, torna Angelo Pintus con DESTINATI ALL’ESTINZIONE, mentre in gennaio Geppi Cucciari in PERFETTA di Mattia Torre. E poi Paolo Ruffini, Enrico Bertolino, gli stand up di Giorgio Montanini, Angelo Duro, lo storytelling di Federico Buffa e Michele Serra, il mentalista Francesco Tesei in Human, i comici Barbara Foria, Giuseppe Giacobazzi, Gabriele Cirilli, Katia Follesa e Angelo Pisani e Debora Villa, Gabriella Greisoncon la sua conferenza spettacolo.

L’11 Dicembre la musica con il mitico Roberto Vecchioni.

A Natale e capodanno torna la più bella commedia musicale del 2018/19 AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA di Garinei e Giovannini scritta con Jaja Fiastri, che ci ha lasciato da poco e ricordiamo con affetto, e le musiche di Armando Trovajoli. Il cast di AGGIUNGI rimane invariato tranne per il ruolo di Consolazione che vede la partecipazione straordinaria di una splendida Lorenza Mario.

Il 14 gennaio Giorgio Gallione in qualità di autore e regista presenta un affresco su calcio e potere in salsa sudamericana TANGO DEL CALCIO DI RIGORE, con Neri Marcorè, Ugo Dighero e Rosanna Naddeo. Uno spettacolo definito “Tanghedia”, un mix di commedia, tango e tragedia.

Dal 23 Gennaio verrà presentato KINKY BOOTS diretto da Claudio Insegno: una storia di amicizia, amore, responsabilità. Musiche di Cyndi Lauper. Compagnia con musica dal vivo e 23 tra attori cantanti e ballerini.

A seguire ritorna WE WILL ROCK YOU il musical sulla storia dei Queen diretto da Tim Luscombe. Un Opera Rock.

Altro gradito ritorno in Aprile: LA DIVINA COMMEDIA- OPERA MUSICAL diretto da Andrea Ortis musiche di Marco Frisina.

Dal 23 Marzo una della commedie inglesi più divertenti ora in scena nel West End – CHE DISASTRO PETER PAN  – diretta dal regista Adam Meggido. Sulla scia di “Che disastro di commedia” , il meccanismo farsesco ruota su una compagnia di teatro amatoriale al centro di una scena che subisce ogni tipo di imprevisti mettendo gli attori a durissima prova, ma “the show must go on”.

Altri eventi saranno annunciati più in là.

Il 22 giugno a Lauria!

giugno 13, 2019

 

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Teresa&Rossana Coratella – La terra dei bruchi (Roma 5 giugno 2019)

giugno 10, 2019

Nel giardino della Galleria di arte moderna due artiste – Teresa e Rossana Coratella – hanno proposto la trasformazione in diretta di 500 crisalidi in farfalle, il cui volo è stato accompagnato dai versi di una poesia di Rossana Coratella (ispirata da Il piccolo principe) letta e interpretata da Guìiana de Sio e Francesca Rosa Grimaldi.   Da qui tante spettacolari farfalle appena dischiuse, tra fiori e verde, e poesia.

Questa splendida azione performativa “La terra dei Bruchi” – composta di parole suoni e natura diventa spunto di riflessione – è diventata anche denuncia civica dei disastri ambientali che la mafia ha fatto nella terra dei fuochi.   Cosa  ha ispirato le sorelle Coratella?  Ho girato – a loro – questo quesito.

Silvana Paruolo – Ho il piacere di esser qui con le sorelle Teresa e Rossana Coratella, che hanno creato questo straordinario evento – la terra dei bruchi – che ha luogo, oggi 5 giugno 2019, presso la Galleria di arte moderna di Roma. E’ un evento molto bello che coincide con la giornata mondiale dell’ambiente. Rivolgerei una prima domanda a Teresa. Come vi è venuta questa splendida idea?

Teresa Coratella – Io da anni lavoro – come artista – sul sociale. Ho già fatto delle cose contro la violenza sulle donne. Per l’ambiente ho già fatto dei murales con della pittura mangia-smog. E oggi – per il 5 giugno – abbiamo voluto mettere l’arte a disposizione della gente, e soprattutto dei bambini. E, con questa performance, abbiamo voluto sensibilizzare il tema contro la terra dei fuochi, tema dolente difficile da affrontare. Ma a livello artistico tutto si puo’! Attraverso i colori della natura, attraverso le parole – una poesia che ha scritto mia sorella – siamo riuscite a dare un messaggio positivo di rinascita (perché la farfalla è un simbolo importante di trasformazione e di rinascita ), quindi un messaggio anche positivo

S.P. Rossana, tu invece da cosa sei stata ispirata per la tua poesia?

Rossana Coratella – Anche io , come mia sorella, lavoro sul sociale, e su temi molto forti, anche contemporanei. Sono ancora giovane. Spero quindi che il futuro ci possa riservare battaglie da vincere. La terra dei bruchi, è la terra in cui è possibile seminare speranza. Quindi il messaggio più importante che noi vogliamo dare è quello che si possono abbatterre tanti muri, grazie alla forza, alla volontà, al cuore e ai bambini: ricordando il Piccolo principe, e l’innocenza che riesce a scavalcare ogni muro.

S. P. L’evento dura solo oggi. Ma so che sono già venuti 500 bambini questa mattina! Una vera invasione infantile. E’ stato un gran successo No?

R. C. – Sono venut tanti bambini E hanno visto la trasformazione della crisalide che, per loro, è una cosa nuova

T. C – E’ stata anche una sìvisita didattica . Abbiamo voluto colpire la fascia più giove che rappresenta il futuro. Saranno loro che devono capire l’importanza del rispetto della natutra e dell’ambiente

S.P. Bene Grazie e buon proseguimento.

 

 

CEREALIA – 2019 Paese ospite: Tunisia (Roma 6-9 giugno 2019)

giugno 10, 2019

Ispirato ai Vestalia e Ludi di Cerere dell’antica Roma, Cerealia – la festa dei cereali –  facilita lo scambio, e arricchimento, interculturale tra i paesi del Mediterraneo, dedicando ogni edizione ad un Paese diverso. 

La Tunisia e’ stato il paese ospite della IX edizione di questo  Festival dei Cereali. Il 10 giugno, c’é stato un simpatico Laboratorio alimentare, con 3 importanti chefs,  seguito da una degustazione dei buoni sapori ed aromi di pietanze tipiche di questo bel paese, aperto e democratico soprattutto dopo la cosiddetta primavera araba,  oggi impegnato a costruire il suo futuro.

Cerealia promuove la condivisione delle sfide comuni – a livello di cluster regionali – tra i popoli che sia affacciano sul mare nostrum, stimolando lo sviluppo di modelli sostenibili di economia circolare e sposando il modello globale della blue economy.