Archive for gennaio 2019

The report Public good or Private Wealth

gennaio 28, 2019

Contrariamente alla norma  – in modo eccezionale – quanto segue non è scritto da me ma da IndustryAll –

Multinational companies must stop the war on wages and give workers secure jobs with decent salaries, says IndustriALL Global Union as a new study from Oxfam shows that 26 billionaires own as much as the poorest 50 per cent of the world’s population. 

The report Public Good or Private Wealth shows the gap between rich and poor is growing as billionaires’ wealth increased US$2.5 billion a day in 2018. 

The Oxfam study is timed with the World Economic Forum’s meeting in Davos this week, where every year the global elite says more must be done to create a fairer society, but does absolutely nothing about it. 

Low taxes and offshore holdings are making companies and individuals rich beyond imagination and yet the desire to squeeze every last penny of profit is insatiable. This month, garment workers in Bangladesh have been protesting in their thousands calling for better wages as they earn a pittance making clothes for global brands, whose owners are among the top billionaires. 

At Shell, one of the world’s biggest companies, a recent mission by IndustriALL found contract workers in Nigeria living in poverty and unable to pay for basic healthcare, despite working decades at the oil and gas giant. 

In many countries, such as Brazil or Hungary, labour legislation to protect workers is being undermined or overturned.  

Trade unionists fighting for better wages and safe working conditions are under attack, often with the complicity of the judiciary, as seen in Zimbabwe, Belarus and Algeria

Industry 4.0 and energy transition are new threats to workers and the present model will only concentrate wealth into the hands of a smaller minority. The surge in contract, temporary and agency work further weakens workers’ bargaining power. 

Unless governments protect workers, stand up to multinational companies and listen to trade unions, nothing will change. 

After the first industrial revolution, trade unions fought for and won higher wages, safer conditions and social benefits. Now as the Fourth Industrial Revolution gathers pace, with rights eroded and real wages falling, trade unions must be ready to bargain for a just world of work.

Alta Roma gennaio 2019

gennaio 27, 2019

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Eleganza, bellezza, qualita’ e bon ton ad Alta Roma: frutto di creatività e…tanto lavoro.

Clima: che bilancio trarre della COP 24?

gennaio 21, 2019

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COP 24 – CONFERENZA ONU sul clima: che bilancio trarne? E perche’l’UE vi ha svolto un ruolo abbastanza deludente?

Mi ci soffermo in questo mio articolo in Europa in movimento. Buona lettura a chi dovesse decidere di leggerlo!

http://www.europainmovimento.eu/mondo/la-conferenza-onu-sul-clima-cop-24-si-e-conclusa-con-il-katowice-climate-package-che-bilancio-trarne.html

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Rudens al Teatro Arcobaleno (Roma)

gennaio 20, 2019

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Rudens – la cui tempesta si presume abbia ispirato Shakespeare – per la sua inconsueta ambientazione marina e’ una delle opere più fascinose di Plauto.

Bella la sua fiabesca messa in scena al Teatro Arcobaleno: un ‘isola costruita nel teatro,  barche a vela che attraversano  la platea con la “voce” del mare in sottofondo; l’aspetto musicale ( tutte le sue belle canzoni sono cantate da vivo dagli attori in scena!) strettamente legato all’elemento fiabesco;  il grande tempio di Venere – alla cui ombra c’è la casetta del vecchio Mormora – e i tanti colori del cielo…

E’ una bella fiaba – raccontata in forma di Commedia musicale –  con personaggi del popolo con  forti  inflessioni  dialettali, dalla regia magistralmente utilizzate per creare  vere e proprie “partiture metriche”.

E –  cosa insolita  nel teatro farsesco di Plauto – in Rudens e’ centrale un forte aspetto etico.   ” Forse – sottolinea Vincenzo Zingaro – passati gli anni della guerra punica e, dopo un decennio, passata l’euforia della vittoria, gli umori dei cittadini volgevano oramai in direzioni  diverse: emergeva l ‘esigenza di una riforma del costume”.  Da qui il messaggio finale – sul concetto di onestà, contro l’avidità – del vecchio Mormora.

Uno spettacolo veramente gradevole, che fa ridere, sorridere e riflettere. Bravi tutti.

 

 

 

 

Colpo di scena al Tetro Sala Umberto di Roma (15 gennaio-3 febbraio 2019)

gennaio 9, 2019

Al teatro Sala Umberto torna il bravissimo e brillante Carlo Buccirosso.

In classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore – con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo per ripulire e debellare “le barbarie di tutti i santi giorni” – finché si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, il che sconvolgerà la sua salda religione.

Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari. Ma neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…

Ci eravamo tanto amati Italia e Europa – E Asssemblea CIME del 16 novembre 2019

gennaio 9, 2019

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Movimento europeo-Italia: mio breve articolo in Europa in movimento su una bella giornata di lavori “europei”.

Questo il suo link:

http://europainmovimento.eu/italia/cime-tavola-rotonda-ci-eravamo-tanto-amati-italia-e-europa-e-ora-ed-assemblea-del-16-novembre-2018.html?fbclid=IwAR2Vhyhk-JRVcrL8mmRRNGmw32pN94lprZNIFGtMVtPOOW9Ep77bH5WV1ug

A Christmas Carol al Teatro Quirino (Roma) – 8-13 gennaio 2019

gennaio 7, 2019

 

La Compagnia dell’Alba, dopo Aggiungi un posto a tavola, presenta il musical A Christmas Carol adattamento del celebre romanzo di Charles Dickens, con musiche del compositore statunitense Alan Menken (che vanta ben 19 nomination agli Oscar e 8 vittorie con lavori quali La bella e La Bestia, La Sirenetta, Aladdin, Sister Act, ecc. ) – con Roberto Ciufoli, e regia e coereografie di Fabrizio Angelini.

Questa la sua trama.  E’ la vigilia di Natale, nella Londra del 1843, e tutti si accingono a festeggiare la ricorrenza.  Invece, il vecchio usuraio Ebenezer Scrooge – chiuso il negozio – si reca solitario verso la sua dimora. Durante la cena, riceve la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro. I tre spettri, tra flashback e premonizioni, riusciranno a mutare l’indole meschina ed egoista di Scrooge, che si risveglierà la mattina di Natale con la consapevolezza che l’avidità del denaro e l’attaccamento alle sole cose materiali sono sbagliati. La la carità e la fratellanza si faranno largo nel cuore del vecchio usuraio, che per la prima volta trascorrerà il Natale con il nipote Fred e la sua famiglia.

Tra un’umanità che va sempre più in fretta – sottolinea il regista – oggi si tende spesso a rinchiudersi nel proprio guscio, nel proprio mondo, con il proprio cellulare e i propri auricolari, per isolarsi da tutto e da tutti. Ecco dunque che il monito del defunto amico Marley, che appare a Scrooge nelle vesti di uno spettro proprio per suggerirgli un cambiamento nella sua vita e nel suo carattere, dovrebbe essere un monito per tutti noi, verso un atteggiamento che guardi maggiormente alla tolleranza, all’accoglienza, agli altri. Se tutto questo è poi accompagnato dalle meravigliose musiche di Alan Menken, per la prima volta presentate in Italia, allora un messaggio così forte non può che divenire vincente e positivo per farci riflettere, sia pure all’interno di una cornice divertente e di intrattenimento, su quanto una maggiore apertura verso gli altri potrebbe cambiare e migliorare le nostre vite”.

V. anche:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213599631962090&id=1141940195

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213592741989845&id=1141940195

La digitalizzazione del lavoro -Industria 4.0

gennaio 7, 2019

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Siamo in una fase di transizione, e di inesorabile trasformazione: il mondo sta cambiando con straordinaria velocità. Come proteggere i lavoratori dai rischi insiti nella digitalizzazione del mercato del lavoro? Dove e quando lavoreremo? Quali responsabilità avremo? Con quale controllo e libertà? Su questo e altro.. mi soffermo in questo mio articolo in Europa in movimento.

http://europainmovimento.eu/europa/la-digitalizzazione-del-lavoro-industria-4-0.html

Il suggestivo e spettacolare Presepe vivente – del Natale 2018 – di San Severino di Centola (Sa): occasione di mie belle foto, e di una breve conversazione-intervista a-con il vice-sindaco di Centola

gennaio 2, 2019

 

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In occasione del suggestivo Presepe vivente del 2018 – realizzato nello splendido Borgo di San Severino di Centola (SA) – ho fatto le foto che seguono, e questa breve intervista a Silverio D’Angelo (Vicesindaco del comune di Centola).

S. P.       Caro Vicesindaco, da quanto tempo c’è questa iniziativa – bella e suggestiva – del Presepe vivente, nel Borgo disabitato di San Severino di Centola  che,  in questa occasione,  prende  anima, colore e vita?  Da quanti anni lo si fa?

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S.D.     E’ dal 1993 che il Borgo medievale di San Severino rivive  anche con questa iniziativa,  grazie  a un gruppo di persone del Paese che – all’epoca – decisero di costruire questo percorso presepiale  in un luogo  che  già  di per sé, se guardato nella sua fisionomia strutturale, fa pensare a un paesaggio presepiale,  a un presepe.

S.P.   Ma chi vi partecipa? Chi sono tutti questi personaggi che si vedono percorrendo le vie presepiali del borgo?

S.D.   Sono tutti dei figuranti – chiamiamoli così – che lavorano per parecchi mesi. E sono tutte persone del Paese.

S.P.   Quindi sono dei volontari..

S.D.   Sono dei volontari che, di maniera spontanea, durante l’anno, si organizzano per questo appuntamento.  Da qualche tempo, già da alcuni anni, ai volontari di San Severino si sono poi aggregati anche altri amici di Paesi vicini, tipo Centola, Palinuro, Torre Orsaia, Foria… cioè comunità  che hanno apprezzato il lavoro, locale, fatto con passione e un entusiasmo che non ha pari,  e soprattutto l’amore di stare insieme.

S.P.   Non ho capito!  Al Presepe di San Severino c’è una partecipazione attiva anche di altri Comuni limitrofi, o una loro presenza solo come visitatori?

S.D.   No, non dicevo questo.  In pratica, le numerose scene che si vedono lungo il percorso, parliamo di 27 postazioni  che rappresentano vecchi mestieri – il battitore di ferro, il pastaio ecc.… c’è un pò di tutto!- necessitano di antiche attrezzature che anche loro conservano.

S.P.   Quindi i comuni vicini contribuiscono in tal senso!

S.D.  Esatto. Vengono a visitare il luogo, con le loro attrezzature. Vengono loro assegnati dei posti. E lì interpretano le loro scene, con mestieri che rievocano le tradizioni di questi luoghi.

S.P.   Bella questa cooperazione tra comuni! Esiste anche in altri settori o solo per il presepe?

S.D.   Si tratta di una cooperazione di volontari, che non ha niente a che vedere con le istituzioni, e  la politica.

Chiaramente,  il Comune di Centola sostiene questa iniziativa, grande anima di socialità e di altro, nel momento in cui ci si incontra e si sta insieme. Ma si tratta di un’iniziativa che nasce, soprattutto, dal cuore della gente, perché le persone del luogo sono molto legate a questo luogo simbolo che è il loro Borgo medievale.  E per metterlo nelle condizioni in cui si trova oggi – per il Presepe – bisogna lavorarci. Parliamo di un Borgo completamente abbandonato dove esistono solo ruderi…

S.P.  Ma che prospettive ha – per il futuro – questo Borgo?  Pensate di farne qualcosa?

S.D.  Nei  nostri sogni (io sono un po’ definito sognatore) ci piacerebbe vedere il Borgo rivivere in tutta la sua antica bellezza.  Siamo oramai quasi un cantiere aperto… Sono prossimi lavori  – per cui auspico una speditezza operativa e soprattutto amministrativa – per attività già finanziate, di cui una già in corso, e altre con bandi di recente emanati.

Penso al Castello medievale di San Severino, dove abbiamo già iniziato i lavori. ..

 

S.P.  Per arrivare a cosa…?

S.D.  Abbiamo avuto un finanziamento del Ministero degli Interni di circa 800 000 euro (ed  è già pubblicato il Bando per l’assegnazione dei lavori) che ci permetterà di rendere fruibile  questo spazio – molto bello e suggestivo – che affaccia sule gole del Mingardo.

S.P.  Bello!

S.D.  Sì è uno spazio veramente bello dove, tra l’altro, in estate facciano delle rappresentazioni teatrali!  Il castello, una volta fruibile, sarà in grosso punto di riferimento per il Borgo medievale.

S.P.  Ma sarà adibito a albergo?  O rimarrà come rudere?

S.D.  Noi vogliamo recuperarne la storia.  Già oggi – per chi ha la possibilità di poterci arrivare – all’interno del castello è visibile il vecchio perimetro di questi spazi,  a lungo invisibili perché sommersi da detriti e altro…

Un altro lavoro importante riguarda  una migliore accessibilità  (e  sicurezza) del lato più a Nord, dove qualche tempo fa ci fu uno smottamento sul costone roccioso.  Per questo abbiamo un finanziamento di oltre 1 miliardo e mezzo di euro per realizzare un passaggio in sicurezza – con una sorte di semi-tunnel – che, eliminando rischi di cadute e scivolate, permetterà un accesso più agevole anche al Paese. Una volta reso l’accesso al Borgo più agevole, vi si potranno fare molte cose belle,

S.P.  Va detto che anche l’accesso attuale ha il suo charme!

S.D.  Certamente.  Ma bisogna amarlo e non è adatto per tutti.. Noi stiamo pensando anche alle persone più anziane che vorrebbero andarci e non possono farlo. Questo semi-tunnel sicuramente aprirà altre vedute per il Borgo medievale.

 

S.P.  Ma.. a quanto risale questo Borgo?

S.D.  Parliamo del  decimo undicesimo secolo.. Lo stiamo leggendo anche negli scavi archeologici in corso con qualche traccia anche di tempo addietro. Ce la racconteremo meglio appena avremo gli elementi.

S.P.  Quindi sul Borgo si stanno concentrando una serie di cose, e di progetti…

S.D.  Abbiamo anche un progetto approvato per la cosiddetta Casa baronale che è un’altra struttura molto imponente ed importante, riconosciuta anche di interesse storico-culturale da parte del MIBAC (Ministero per i beni e le attività culturali). Stiamo vedendo come reperire i fondi per poterla recuperare, e per poterne fare il Museo dell’emigrante cilentano nel mondo. Nel tempo, abbiamo anche recuperato, sia nella parte esterna che interna, la chiesetta principale del Borgo, oggi fruibile.

Questo Borgo vogliamo farlo rivivere nella sua struttura storica. Chiaramente,  il tutto si deve anche autogestire: purtroppo, la parte finanziaria è quella  che forse agevola meno.

Se non si autogestisce c’è il rischio che si fa un evento, l’evento piace, ma è solo un evento. E continuo a ringraziare tutti quelli che vi lavorano in maniera veramente volontaria!

S.P.  Sì l’ho visto.. E vi lavorano anche con molto entusiasmo e passione..

S.D. Sì con tutto questo.. ma poi rimane un evento..

S.P. E’ vero.. ci vorrebbe  continuità…

S.D.  Ci vuole continuità.. e sostenibilità. E la sostenibilità richiede la ricerca di una formula – o un altro sistema – che in qualche maniera aiutino anche questi volontari a non essere volontari perenni, perché poi si stancano.

 

S.P.  Una mia amica, Tiziana Colusso,  ha di recente scritto un libro sulle residenze per artisti:  in altri Paesi europei sono state istituite case per scrittori e per artisti… Personalmente nel Borgo medievale  di San Severino ci vedrei bene un’iniziativa in tal senso. Potrebbe essere il caso di  rifletterci?  Ristabilire l’abitabilità delle case, e farle entrare in un network di residenze per scrittori e artisti. A me sembra una bella idea.

S.D.  In verità, questa è un’idea anche progettata.  Mi cogli piuttosto preparato in merito perché  una diecina di anni fa – sempre guardando molto avanti, per capire cosa poteva essere il borgo (in fondo il problema è sempre questo “che cosa ne faremo poi di questi ruderi?”) – abbiamo focalizzato l’idea di creare una sorte di spazi, in cui realizzare 14-15 strutture  con il piano rialzato a dimora (anche temporanea) dell’artista; e, sotto, al Piano terreno (in questo Borgo  non si superano i due piani) creare il laboratorio, dove l’artista – sia esso uno scrittore, un poeta, uno sceneggiatore, un artista – possa lavorare.  Non dimentichiamo che il Borgo medievale oramai da molti anni è scelto anche quale set per produzioni cinematografiche.

Di recente  – nel realizzare “Capri Revolution” – anche Mario Martone  è stato lì su, per 3 mesi, a girare scene per il suo importante lavoro.

S.P. Quindi, anche San Severino ha questa idea indirizzata ad artisti…

SD   Sì .. ma poi mancano le forze.  Serve una regia più importante – anche sotto l’aspetto finanziario – per poter dire “cominciamo a fare questo”.

Un’altra cosa che si pensava di fare era di creare una dimora per gli sposi che vogliono sposarsi  in luoghi un po’ scelti, che non siano luoghi di massa. Al Borgo di San Severino, c’è già la sua chiesetta.  Si potrebbe creare la dimora per il matrimonio,  e per consentire di  rimanervi qualche giorno…

C’erano – e ci sono –  molte di idee collegabili a questo sito………

 

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anche:

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10213562292148618&id=1141940195

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e :

 

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