Archive for the ‘I G20’ Category

Recensioni e Commenti sul mio nuovo libro – E Interviste

novembre 21, 2021

 

QUI DI SEGUITO – dopo una mia breva Presentazione di questo mio nuovo libro L’Unione Europea Origini Presente Prospettive future Edizioni SIMPLE 2021 –  commenti e recensioni  di professori, giornalisti, esperti, dirigenti sindacali, ecc.   Il volume e’ acquistabile dall’editore(SIMPLE) e sui principali bookshop on line, e in alcune librerie fisiche quali -a Roma- la Libreria Minerva a Piazza Fiume e la Libreria Mondadori in via Piave. (more…)

OdG del Vertice del G20 (2019) – a Osaka, in Giappone (28-29 giugno 2019) – e Comunicato finale

giugno 26, 2019

I leader del G20 si riuniranno a Osaka il 28 e 29 giugno: ospiti del primo ministro giapponese Shinzō Abe (per la prima volta, il Giappone esercita la presidenza del G20).

L’Unione europea  vi sarà rappresentata dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, insieme al presidente della Commissione europea, J.C. Juncker.   Al vertice l’UE esorterà a difendere il multilateralismo e il commercio fondato su regole. Sarà l’occasione per allentare le tensioni commerciali e discutere anche della riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC).    L’UE si adopererà inoltre per ribadire il suo impegno a mantenere un ruolo di primo piano nella lotta ai cambiamenti climatici e ad attuare l’accordo di Parigi in vista della riunione della COP25 di dicembre.  I leader discuteranno poi di questioni riguardanti: le disuguaglianze e l’invecchiamento della società; l’emancipazione femminile; l’innovazione e l’economia digitale. Si parlerà inoltre di sviluppo sostenibile, in particolare dell’Agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Durante la presidenza del G20, il Giappone si concentrerà su una serie di priorità, tra cui:

  • crescita economica e riduzione delle disuguaglianze
  • infrastrutture di qualità e salute
  • questioni globali come i cambiamenti climatici e i rifiuti di plastica negli oceani
  • economia digitale
  • sfide legate all’invecchiamento della società

Il vertice L20 (L sta per lavoro) sarà organizzato dal sindacato giapponese – insieme alla Confederazione sindacale  internazionale (CSI) e la Commissione consultiva presso l’OCSE (TUAC) – per il 29-30 agosto 2019 a Tokyo.   I Ministri del lavoro e occupazione – che si riuniranno a Matsuyama l’1-2 settembre – dibatteranno dei cambiamenti demografici, in particolare la società che invecchia, il finanziamento delle pensioni, l’allungamento della vita professionale e i lavori nei servizi di cura, e ancora dei Piani finalizzati ad accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e “scambio di prassi” sul futuro del lavoro e le nuove forme di lavoro.  Una delegazione ristretta di rappresentanti sindacali di alto livello assisterà e contribuirà alla riunione dei Ministri del lavoro e occupazione del G20.

L’azione dell’ L20 ( 2019)  si concentrerà su:

  • reddito di lavoro e lavoro decente in particolare nelle catene di approvvigionamento e trasformazione del lavoro
  • lotta contro le disuguaglianze dei redditi mediante il salario minimo e la contrattazione collettiva, il rispetto dei diritti del lavoro e la protezione sociale
  • più investimenti nelle infrastrutture e economia di cura
  • riduzione dello scarto salariale tra uomini e donne mediante misure volte a incrementare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, e la loro preparazione
  • lotta contro gli effetti nefasti della digitalizzazione e regole plurilaterali riguardanti il commercio elettronico sui mercati del lavoro e quadri regolamentari
  • promozione della trasparenza fiscale e dell’obbligo di resoconto
  • il coordinamento delle politiche volte ad assicurare una transizione giusta verso un’economia senza emissioni di carbone e la trasformazione digitale
  • la protezione dei diritti del lavoro dei migranti e la realizzazione del Programma 2030

L’ L 20 da sempre rivendica investimenti per creare lavori di qualità, per apprendimento di qualità e competenze,  formalizzazione del lavoro (attraverso salari minimi, diritti del lavoro e zoccoli di protezione sociale), una crescita sostenibile verde e inclusiva, una ripartizione equa dei redditi, una ri-regolamentazione del settore finanziario, l’attuazione dehli impegni dei G20.

Di fatto,  il vertice è stato poi dominato dalla bilaterale Usa-Cina,  e dalla tregua – statunitense – sui  dazi

COMUNICATO FINALE     – Il comunicato finale mira più a contenere i danni, che a fare passi in avanti.

Conserva un Appello alla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e alla lotta contro le tentazioni protezioniste.

Circa il clima,  usa la stessa formula (19+1) del G20 di Buenos Aires: 19 ( senza Usa)  paesi firmatari dell’Accordo di Parigi del 2015 “hanno riconfermato” la sua irreversibilità (19 senza gli Usa).  Macron è stato chiaro fin dall’inizio dei lavori: non avrebbe firmato nessun Comunicato al ribasso. Da parte loro, gli Usa di Trump hanno inutilmente tentato di portare altri paesi (Brasile,  Turchia, Arabia saudita) sulle posizioni negazioniste del presidente.  Ue, Canada e Cina hanno battagliato per evitare ulteriori indietreggiamenti. Continuano intanto i lavori preparatori della Cop25, che segue la Cop 24 di Katowice (in Polonia).  La Cpo 25 – che si terrà a dicembre in Cile – è incaricata di avanzare su aspetti tecnici affinché i 196 paesi partecipanti possano prendere decisioni future sui cambiamenti climatici. Innanzitutto, c’è da innalzare – i contributi nazionali, volontari, di limitazione delle emissioni climalteranti.  E, per quanto riguarda il mercato degli scambi di emissioni, c’è da capire come evitare conteggi doppi.  Circa l’inquietante  rapporto dell’IPCC sulla necessità di limitare il riscaldamento all’1,5°C –  edulcorando ogni riferimento allo stesso – tuttora, alcuni Stati si limitano a “prenderne nota”.

Il commercio continua a dividere i membri del G20. Usa e Cina sono giunti a una nuova tregua nel loro conflitto commerciale: per il momento Trump rinuncia a nuove tasse sui prodotti cinesi.  L’OMC è stata creata a partire dall’idea che tutti i paesi aderiscono a uno sistema simile. Ma la Cina crea delle perturbazioni. Non si tratta solo di sovvenzioni, ma di un sostegno sottile cui è difficile rispondere con regole dell’OMC: questo è il centro della guerra tra Usa-e Cina.

Il 28 giugno 2019, l’Ue ha concluso un controverso Accordo di libero scambio commerciale con i paesi sud-americani del Mercosur (Brasile Argentina,Uruguay e Paraguay). Per beneficiarne il brasiliano Jair Bolonaro si è impegnato (al G20 di Osaka ) di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Gli agricoltori europei sono inquieti. Ong e ecologisti, furibondi, denunciano la deforestazione dell’Ammazzonia e l’uso sfrenato di pesticidi in Brasile. Per J.C. Juncker “questo accordo Ue-Mercosur è un vero messaggio di sostegno a un commercio aperto, equo, sostenibile e regolamentato”, anche se il processo di ratifica si annuncia lungo e difficile.

Circa il G20 di Osaka, il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha sottolineato anche passi in avanti sull’economia digitale e la promozione della parità di genere uomini e donna.

 

Réaction du groupement Global Unions au Sommet du G20 à Hambourg

luglio 25, 2017

Le changement climatique

Le leadership politique au cours des mois à venir sera essentiel pour respecter ces engagements, tandis que la publication obligatoire des informations sur les placements par les entreprises fait toujours défaut dans la gestion de cette transition, tout comme la tarification du carbone et des engagements ambitieux en matière d’infrastructure verte.

« Le G20 est effectivement devenu un G19 en ce qui concerne les questions essentielles liées au climat avec l’administration isolée du président Trump face aux autres dirigeants du G20 contraints de déclarer que l’accord était irréversible », a indiqué Sharan Burrow, secrétaire générale de la Confédération syndicale internationale.

La déclaration syndicale du L20, représentant les travailleurs/euses et les syndicats auprès du G20, publiée la veille du Sommet, réclamait des politiques visant à garantir une action coordonnée pour créer des emplois de qualité pour l’avenir, réduire les inégalités en vue d’atteindre les Objectifs de développement durable et respecter les engagements pris dans l’Accord de Paris.

Les chaînes d’approvisionnement mondiales

La déclaration des dirigeants du G20 (en anglais) s’avère positive dans la mesure où elle aborde les violations des droits humains et des normes du travail dans les chaînes d’approvisionnement mondiales. Conformément aux conclusions de la réunion des ministres du Travail et de l’Emploi du G20 en mai, les dirigeants du G20 se sont engagés à « . . . favoriser la mise en oeuvre des normes du travail, sociales et environnementales, ainsi que des droits humains » et ont souligné « la responsabilité des entreprises de faire preuve de diligence raisonnable ». En faisant un pas potentiellement important, les dirigeants du G20 se sont engagés à prendre « des mesures immédiates et efficaces pour éliminer le travail des enfants d’ici 2025, le travail forcé, la traite des êtres humains et toutes les formes d’esclavage moderne ».

« Nous saluons la reconnaissance des droits des travailleurs dans les chaînes d’approvisionnement mondiales par les dirigeants du G20 et la réaffirmation des Principes directeurs des Nations unies relatifs aux entreprises et aux droits de l’homme, ainsi que de la Déclaration de l’OIT sur les entreprises multinationales et la politique sociale, et des Principes directeurs de l’OCDE à l’intention des entreprises multinationales et de son mécanisme de traitement des plaintes. La diligence raisonnable par toutes les entreprises est au coeur de la mise en oeuvre, lesquelles doivent désormais être tenues responsables de leurs actes en vue de garantir le travail décent », a déclaré Sharan Burrow.

Les dirigeants du G20 ont déclaré qu’ils soutiendront l’accès à un recours des victimes des violations des droits humains par le biais de mécanismes, tels que les Points de contact nationaux (PCN) dans le cadre des Principes directeurs de l’OCDE à l’intention des entreprises multinationales. Pour la première fois, les dirigeants du G20 se sont également engagés à encourager leurs entreprises multinationales à conclure des accords-cadres internationaux, négociés avec les Fédérations syndicales internationales.

« Les pays adhérant aux Principes directeurs doivent désormais se conformer au mandat qui leur a été confié par les dirigeants du G20 en veillant à ce que leurs PCN fonctionnent de manière optimale afin d’assurer un traitement efficace des cas, une médiation et des recours. À cette fin, les moyens adéquats sont nécessaires, tout comme la participation et le contrôle par les syndicats et d’autres parties prenantes. Quelques PCN fonctionnent bien, mais un trop grand nombre se montrent insuffisants. En outre, les dirigeants se sont désormais engagés à soutenir la conclusion d’accords-cadres entre les entreprises multinationales et les Fédérations syndicales internationales – un engagement qui doit être rempli et suivi de près », a déclaré John Evans, secrétaire général de la Commission syndicale consultative auprès de l’OCDE.

Des emplois de qualité pour l’avenir

Les taux élevés de chômage et de sous-emploi, y compris le travail à temps partiel involontaire, demeurent préoccupants selon l’OCDE, et l’engagement du G20 en matière de travail s’avère faible. Les dirigeants ont été peu explicites pour donner l’assurance qu’ils « stimuleraient l’emploi ». Le risque d’un retrait précipité du soutien monétaire des banques centrales, sans qu’il ne soit compensé par une politique budgétaire plus expansionniste sous forme d’incitation à des investissements publics coordonnés – à un moment où l’inflation baisse, se situant en dessous de l’objectif de stabilité des prix fixé par les principales banques centrales – est réel, mais est apparemment ignoré par le G20 dans sa déclaration.

Les entreprises et les syndicats au niveau du G20 ont lancé conjointement un appel en faveur de la garantie d’un apprentissage tout au long de la vie et de la création d’emplois durables et de qualité dans tous les secteurs. La déclaration des dirigeants se limite à réclamer « un suivi des tendances mondiales » et un « échange des expériences et des pratiques nationales », bien qu’elle reconnaisse le rôle des partenaires sociaux pour garantir un « apprentissage de qualité en milieu scolaire et sur le lieu de travail ».

« Les citoyens ne se sentiront pas en confiance si le programme consiste simplement à améliorer les ajustements structurels et à assurer une spécialisation professionnelle et un soutien aux travailleurs déplacés. Ils doivent, avant tout, pouvoir constater que des investissements sont faits dans l’emploi, l’infrastructure et l’économie des soins. Ce n’est pas la technologie que les citoyens craignent, mais bien le fait de ne pas avoir leur propre emploi aujourd’hui ou un emploi pour leurs enfants à l’avenir. L’industrie 4.0 consolidera un avenir économique florissant si ses fondements sont renforcés par les droits du travail, des salaires justes et la sécurité d’emploi », a indiqué Sharan Burrow.

L’évaluation syndicale de la déclaration des dirigeants du G20 révèle :

Une vive inquiétude quant aux salaires

Les dirigeants du G20 n’ont pas tenu compte des implications politiques de l’absence étonnante de la dynamique des salaires qui freine la croissance dans différentes régions du monde. En effet, comme l’a indiqué l’OCDE dans sa dernière édition des Perspectives économiques de juin 2017, une reprise durable de la consommation et de la croissance requiert une plus forte dynamique des salaires, au lieu du rythme faible de la croissance salariale qui est actuellement observé à l’OCDE. À cette fin, le G20 devrait continuer de s’axer sur l’objectif de renverser la tendance à la baisse de la part du travail, un engagement déjà pris lors des réunions antérieures du G20, sous les présidences turque et chinoise.

Un tournant en matière de commerce

En ce qui concerne le commerce et les investissements, le G20 renouvelle les engagements pris dans le passé à « maintenir l’ouverture des marchés » et à continuer de « lutter contre le protectionnisme ». Toutefois, de manière inhabituelle, le G20 reconnaît également « le rôle des instruments légitimes de défense commerciale » dans la lutte contre « les pratiques commerciales déloyales ». Bien que cette reconnaissance semble être une concession faite à l’administration du président Trump et à son unilatéralisme, elle mériterait un débat plus approfondi au G20 afin de contribuer à promouvoir un nouveau programme politique progressiste sur les accords de commerce et d’investissement, contrôlant l’ouverture des marchés conformément aux engagements précités sur les chaînes d’approvisionnement mondiales, comme l’a préconisé le L20. En fait, le G20 reconnaît que « les bénéfices des échanges et des investissements internationaux n’ont pas été suffisamment partagés ».

Un pacte pour l’Afrique

Les syndicats accueillent favorablement l’attention accordée par les dirigeants du G20, mais l’action doit avoir pour but l’amélioration des moyens de subsistance de la population africaine, et non pas l’augmentation des profits des entreprises internationales.

« La promesse faite par les dirigeants du monde pour garantir un monde à zéro pauvreté et à zéro carbone, mise en évidence par les accords mondiaux sur les objectifs de développement durable et le climat, devrait être supervisée par le G20, représentant une part importante de la population et de la richesse mondiale. La présidence allemande a bien compris les enjeux. Le G20 sera mis à l’épreuve sous la présidence de l’Argentine en 2018 et du Japon en 2019, qui devra adopter une attitude ferme concernant ces engagements à l’égard de la planète et de ses habitants, et l’organisation du G20 en Arabie saoudite en 2020 devra être assortie d’engagements en matière de droits des travailleurs et des femmes », a déclaré Sharan Burrow.

IL G20 di Amburgo (luglio 2017)

luglio 13, 2017

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In un mondo in pieno cambiamento, i G20 – sia pure con i loro limiti – restano momenti di dialogo importanti. Sul G20 di Amburgo – e le sue criticità – mi soffermo in questa mia breve Inchiesta per Il Giornale dei Comuni.

http://www.gdc.ancitel.it/inchiesta/il-g20-di-amburgo-7-8-luglio-2017

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Il G20 di Amburgo

luglio 11, 2017

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Mia breve Inchiesta pubblicata su Il giornale dei comuni.

http://www.gdc.ancitel.it/inchiesta/il-g20-di-amburgo-7-8-luglio-2017/

I miei libri al 2017!

febbraio 16, 2017

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