UN TESTO TUTTO AL FEMMINILE: LE DONNE AL PARLAMENTO DI ARISTOFANE – AL TEATRO ARCOBALENO 27 gennaio-12 marzo 2017

2017-01-26-12-34-57La Compagnia CASTALIA  – con l’adattamento e la regia di Vincenzo Zingaro, e con Annalena Lombardi, Fabrizio Passerini,  Ugo Cardinali, Rocco Militano, Piero Sarpa, Laura De Angelis, Sina Sebastiani, Mario Piana, e l’uso di maschere – porta in scena il grande capolavoro della commedia classica “LE DONNE AL PARLAMENTO” che conclude la cosiddetta “trilogia femminista” di Aristofane.

Attraverso  comicità irriverente e  satira, Aristofane affronta temi di sconvolgente attualità:  la partecipazione femminile al potere politico, la parità dei diritti, la corruzione, l’uguaglianza sociale.  In un’Atene (393 a.c.) sfiancata da quarant’anni di guerra – lontana dagli antichi fasti e  in profondo declino materiale e spirituale – l’autore immagina che le donne attuino un “colpo di stato” e assumano il potere.  Una volta al governo, decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia.  Le donne (tra l’altro) potranno fare figli con chiunque.  Ma l’utopia protofemminista dell’eroina – Prassagora –  non potrà realizzarsi .  E il grande sogno si trasforma in un incubo grottesco.

Avvicinarmi al teatro di Aristofane  – afferma Vincenzo Zingaro –  mi offre, ancora una volta, la possibilità di  ritrovare una dimensione teatrale pura, in cui fantasia e impegno sociale sono legati indissolubilmente. Diceva Hegel: “Chi non ha letto Aristofane non può capire cosa vuol dire la felicità”.  In effetti, quello che ho provato nel mio primo incontro con l’Autore, avvenuto attraverso la  messinscena de “Le Nuvole” e successivamente de “La Pace”, è stato un grande senso di libertà.  Alle suggestive atmosfere liriche, il poeta alterna momenti di travolgente comicità, fatti di grottesche caratterizzazioni, satira feroce, lazzi scurrili, in un gioco in cui, alla dirompente fantasia creativa, si accompagna sempre una forte coscienza politica, animata da un profondo senso di umanità”.

Con le DONNE AL PARLAMENTO,  ci troviamo dinanzi a una commedia di mezzo tra la commedia attica antica (v. Aristofane) e la commedia attica nuova  (in cui si affermeranno “tipi fissi” e  azione tratta dalla vita familiare).  Non caso, nell’allestimento di Vincenzo Zingaro, il Coro –  anima della rappresentazione della commedia attica antica  (che incarnava la coscienza dell’autore attraverso cui si levava la voce dell’intera polis)  – sembra affievolirsi, fino quasi a tacere.  Tuttavia – attraverso una comicità sempre più malinconica –  il poeta sembra dirci,  ancora una volta, che l’unica possibilità di salvezza sta nel buon senso e nella volontà di costruire il mondo nella concordia .

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