Posts Tagged ‘teatro’

Buoni da morire al teatro Quirino (Roma, 3-15 maggio 2022)

aprile 29, 2022

Una coppia decisamente borghese decide di passare una vigilia di Natale diversa, unendosi a dei volontari che portano dei generi di conforto ai vari barboni, sparsi sui marciapiedi o sotto i colonnati della città. Questa esperienza gli fa provare una strana sensazione di appagamento: essere buoni non è poi così difficile.

Si coricano – ritrovandosi – con questa piacevole sensazione!

Ma il giorno di Natale, il campanello di casa squilla. Sulla porta Ivano: decisamente alticcio, sudicio, e puzzolente di alcol economico. Ha trovato un biglietto da visita inavvertitamente perso da Emilio.

Fuori una tempesta di neve sta spazzando la città.  Che fare?  Emilio e Barbara non sono più davanti a una semplice digressione esistenziale…

C’è da prendere una decisione…  

“SANI teatro fra parentesi” – Al Teatro Qurino (Roma) 5-10 aprile 2022

aprile 2, 2022

Sani è un’espressione usata per dare il saluto, nella valle del Piave, ai piedi delle Alpi. Viene da Salus. E vuole riassumere il senso del teatro per questo tempo: un teatro che mette insieme creando ponti. In questo bello spettacolo – così intitolato – storie e canzoni raccontano qualcosa, Ma la trama resta leggera, come deve essere in un concerto.  

Sul palcoscenico del Quirino, Paolini racconta momenti di crisi, personali e collettive, che hanno cambiato il corso delle cose.  Parte dai temi di fondo della crisi climatica e della transizione ecologica: sulla scena un enorme castello di carte mostra la fragilità dell’equilibrio di ogni sistema ecologico (naturale o artificiale).  Ma racconta anche le tragicomiche conseguenze del suo primo (e unico) incontro con Carmelo Bene, la guerra fredda, il lockdown del 2000, ecc.

Geppy Gleijeses  ha sostituito Paolo Bonacelli – cui auguriamo una pronta guarigione – che per motivi di salute ha dovuto rinunciare allo spettacolo.

“Servo di scena” al teatro Quirino a Roma (8-20 febbraio 2022)

febbraio 6, 2022

Al Quirino è in programma “Servo di scena”: vero inno, all’amore per il teatro, e  all’illusione che la civiltà possa, ieri come oggi,  sconfiggere le forze oscure della guerra.

Interpretata da tre grandi attori –  Geppy Gleijeses, Maurizio Micheli e Lucia Poli – lo spettacolo ci immerge nell’ Inghilterra del 1940, in cui un gruppo di vecchi attori tenta di tenere alto il morale degli inglesi, recitando persino sotto gli allarmi aerei.

    https://www.facebook.com/1141940195/posts/10220774622372366/?app=fbl

Un tram che si chiama desiderio al Teatro Quirino (Roma) 1-6 febbraio 20228

gennaio 30, 2022

La storia di Tennessee Williams – premio Pulitzer nel ’47 – ha messo per la prima volta l’America allo specchio su tematiche quali omosessualità, sesso, disagio mentale, famiglia come luogo non proprio raccomandabile, maschilismo, femminilità maltrattata, ipocrisia sociale.   Ambientata nella New Orleans degli anni 40, narra la storia di Blanche che dopo che la casa di famiglia è stata pignorata si trasferisce dalla sorella Stella sposata con un uomo rozzo e volgare di origine polacca, Stanley.  Blanche – alcolizzata e vedova di un marito omosessuale – cercherà, fallendo, di ricostruire un rapporto salvifico con Mitch, amico di Stanley. Ma il violento conflitto che si innesca fra lei e Stanley, la porterà alla pazzia, già latente in lei.

La regia dello spettacolo è affidata all’eccezionale Pier Luigi Pizzi co-fondatore della “Compagnia dei giovani”.  Il ruolo di Blanche DuBois è affidato alla bravissima Mariangela D’Abbraccio reduce dai successi di Filumena Marturano per la regia di Liliana Cavani. Kowalski è interpretato da Daniele Pecci, attore affermato. di cinema, teatro e televisione. Bello spettacolo che cattura l’attenzione degli spettatori dall’inizio alla fine. E che – tra l’altro – evidenzia il contrasto (e i suoi nefasti effetti) tra il desiderio di poesia, gentilezza, magia, bellezza,vita ed amore di Blanche e la brutalità della realta’ che la circonda.

“E non rimase nessuno” alla Sala Umberto (Roma) 25-30 gennaio 2022

gennaio 19, 2022

Otto persone vengono invitate da un certo signor Owen ad un incontro in una piccola isola deserta. Ad accoglierli due domestici assunti per l’occasione. Il padrone di casa non c’è. Durante la cena una misteriosa voce proveniente da un grammofono, accusa tutti di crimini mai perseguiti dalla legge. Tutti si difenderanno. Poi… un susseguirsi di morti e la scomparsa progressiva delle statuine (inizialmente dieci) in bella vista sulla mensola del camino. Quella che rimarrà sarà testimone del segreto di quelle morti e del loro carnefice. Una vecchia filastrocca “E non rimase nessuno” – accompagna il tutto. Questa la trama di questo capolavoro – meglio conosciuto come Dieci piccoli indiani – che la stessa Agatha Christie considerava la più ardua delle sue opere.

La sua prima rappresentazione teatrale al 1943: in quella occasione il suo finale fu cambiato perché ritenuto troppo tragico. Invece – sottolinea la regista – nella sua messa in scena alla Sala Umberto “viene recuperato perché più aderente alle atmosfere di una fiaba noir che si evincono nell’opera letteraria della Christie. La struttura positivistica del giallo classico in cui la figura di un investigatore o di un eroe ripristina l’ordine delle cose portando alla luce la verità, qui viene sostituita da una crudele e ossessiva litania di una filastrocca che detta le regole di un gioco perverso, anticipando il modo in cui i personaggi dovranno far fronte al loro destino”.

Il malato immaginario al Roma al Teatro Quirino (21 dicembre 2021-9 gennaio 2022)

dicembre 19, 2021

Il celebre – e intramontabile – “Malato immaginario” di Molière torna in scena a Roma, al teatro Quirino. Con genialità, il drammaturgo francese, che lo ha scritto mentre era malato di turbecolosi, ha tra l’altro anticipato modalità drammaturgiche del XXesimo secolo. “La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière – precisa il regista Guglielmo Ferro – viene esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante. E la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo”.

Molière ha scritto il suo Malato immaginario per se stesso, quindi, per un uomo sui 50 anni “proprio per queste ragioni – sottolinea ancora Ferro – un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi può restituire al testo un aspetto importantissimo (e certe volte dimenticato), e cioé, il rifiuto della propria esistenza” anche se la malattia è spesso associata con la vecchiaia”.

Per il regista, Argante è un uomo che ha paura di vivere, e il suo rifugiarsi nella malattia è un fuggire dai problemi. Un malato vero si inventa e recita un malato immaginario, con un’operazione (come sanno fare solo i grandi!) dissacrante riguardo al proprio stato di salute. Argante è un tipo bilioso, preda di accessi d’ira nei confronti della figlia, alla quale vuole imporre di sposare un medico con l’unico intento egoistico di circondarsi di parenti medici per avere consulti e medicine direttamente a casa. Ed è iroso anche nei riguardi del fratello. Ed è anche misantropo, ed avaro, per poter curare la sua malattia immaginaria. Non potrebbe avere una personalità tanto aggressiva se fosse un vecchietto.

Si ride tanto.  Ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.

Aladin il musical geniale -al teatro Brancaccio (Roma, dal 2 dicembre 2021)

dicembre 8, 2021

Al Teatro Brancaccio torna in scena Aladin il musical geniale – liberamente ispirato da una delle più celebri novelle di “Le mille e una notte” – spettacolare, pieno di magia, avventura, belle musiche e dinamismo.

 La storia ripercorre le avventure di Aladino – e del genio della lampada – in una sontuosa ambientazione medio-orientale con alcune contaminazioni in stile Bollywood.

Belle scenografie e coreografie!

Vi si ritrovano tutti i personaggi classici della fiaba: Aladin, Jasmine, il Genio della lampada, il Genio dell’anello, il potente e malvagio Jafar, consigliere del Sultano, la mamma di Aladino. Ma, accanto a loro, anche alcuni personaggi inediti: Abdul, ladruncolo amico di Aladin, Aisha l’ancella amica di Jasmine, Coco la simpatica scimmia ammaestrata, Skifus l’assistente di Jafar, guardie e concubine.

Emanuela Rei è un’affascinante Jasmine, in apparenza indifesa, nella realtà ribelle e indipendente, pragmatica e risoluta.  Giovanni Abbracciavento debutta nel ruolo di Aladin, ladruncolo scansonato, furbo, coraggioso e affascinante.   Umberto Noto  è il genio della lampada, pronto ad esaudire ogni desiderio del suo padrone con fedeltà e generosità.  Il Genio Genio dell’Anello, pasticcione e maldestro ma di animo buono, è Michele Savoia.  

La scrittura del testo e delle musiche, la progettazione delle scene e dei costumi, la scelta del cast sono stati definiti da Maurizio Colombi e dal collaudato cast creativo composto da Alessandro Chiti per la bella scenografia, e  Rita Pivanoper per  le travolgenti coreografie funky, pop e orientaleggianti. 

Davide Magnabosco, Alex Procacci e Paolo Barillari (autori delle musiche di “Rapunzel il musical” e “La regina di Ghiaccio il musical”) hanno composto quattordici dei diciassette brani musicali previsti. I restanti brani editi spazieranno dalla musica pop rai di Cheb Khaled, a medley di successi internazionali.

Il cast è composto da 20 attori, cantanti e ballerini.

Taddrarite Pipistrelli al teatro Sala Umberto (Roma) 30 novembre -5 dicembre 2021

novembre 18, 2021

Una notte per svelare ciò che non era mai stato detto.

“Una storia – sottolinea l’autrice/regista Luana Rondinelli –  “focosa”, crudele, come la mia terra. Una storia vera di donne succubi, schiave, “sciroccate”, prese alla gola dalla morsa del destino che le accomuna, dai segreti stretti in grembo.

Ho scelto la via dell’istinto, dell’ironia, dei sorrisi amari pur di non farle cadere sconfitte; la via delle parole sussurrate, senza prepotenza e con l’ingenuità e la tristezza che mi accomuna alla vita di “sti fimmine”.

TARTUFO di Moliere al teatro Quirino (Roma) – 16-21 novembre 2021

novembre 15, 2021

“Non c’è dubbio – sotto linea Roberto Valerio – che all’epoca in cui Molière scrisse la sua opera, i suoi obiettivi chiari erano i bigotti che usavano il rigorismo religioso come facciata per nascondere i loro empi comportamenti, senza nemmeno credere a ciò che stavano predicando. La battaglia era tra la verità e l’inganno, l’onestà e l’ipocrisia … Ora, 350 anni dopo, questa equazione va parzialmente modificata. Tartufo non può più essere un semplice impostore. È molto più di questo. È un profeta anticonformista, un guaritore, un guru fanatico, un angelo oscuro o demone pietoso”.

Ragion per cui – esplorando la modernità di questo classico intramontabile, e seducendo e divertendo – questo bello adattamento porta in scena tensioni (sociali, politiche, familiari) e  l’esistenza umana. Non manca di colpi di scena. E spetta a Elmira – oscuro oggetto di desiderio – trovare la strada giusta per smascherare Tartufo, di cui Orgone è totalmente succube.

La professionalità, e la talentuosa capacità interpretativa degli attori in scena – agli spettatori – fanno ritrovare il piacere di essere al teatro.

“Che disastro di Peter Pan” al Brancaccio (Roma) 3-28 novembre 2021

novembre 6, 2021

 Questo bello spettacolo -“Che Disastro di Peter Pan” regia di Adam Meggido – mette in secna la sgangherata compagnia amatoriale dello sperduto Sant’Eufrasio Piedimonte che, dopo aver improvvisamente ereditato un’ingente somma di denaro, tenta di mettere in scena il classico di J.M. Barrie, la celeberrima storia di Peter Pan.  

Gli attori s’imbattono in una serie di disavventure. 

Quando il regista appare sul palcoscenico con il suo assistente/co-regista” le porte non si apriranno, gli oggetti di scena scompariranno per ricomparire altrove, gli effetti sonori saranno inevitabilmente anticipati o ritardati”.  

E le risate sono inarrestabili.