Il malato immaginario al Roma al Teatro Quirino (21 dicembre 2021-9 gennaio 2022)

Il celebre – e intramontabile – “Malato immaginario” di Molière torna in scena a Roma, al teatro Quirino. Con genialità, il drammaturgo francese, che lo ha scritto mentre era malato di turbecolosi, ha tra l’altro anticipato modalità drammaturgiche del XXesimo secolo. “La comicità di cui è intriso il capolavoro di Molière – precisa il regista Guglielmo Ferro – viene esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante. E la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo”.

Molière ha scritto il suo Malato immaginario per se stesso, quindi, per un uomo sui 50 anni “proprio per queste ragioni – sottolinea ancora Ferro – un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi può restituire al testo un aspetto importantissimo (e certe volte dimenticato), e cioé, il rifiuto della propria esistenza” anche se la malattia è spesso associata con la vecchiaia”.

Per il regista, Argante è un uomo che ha paura di vivere, e il suo rifugiarsi nella malattia è un fuggire dai problemi. Un malato vero si inventa e recita un malato immaginario, con un’operazione (come sanno fare solo i grandi!) dissacrante riguardo al proprio stato di salute. Argante è un tipo bilioso, preda di accessi d’ira nei confronti della figlia, alla quale vuole imporre di sposare un medico con l’unico intento egoistico di circondarsi di parenti medici per avere consulti e medicine direttamente a casa. Ed è iroso anche nei riguardi del fratello. Ed è anche misantropo, ed avaro, per poter curare la sua malattia immaginaria. Non potrebbe avere una personalità tanto aggressiva se fosse un vecchietto.

Si ride tanto.  Ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui.

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