G20(2018): ulteriore deterioramento della governance mondiale?

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Al G20 del 2018, Trump si ritrovò isolato con la sua strategia America Frist. Ma – con l’incremento di governi d’impronta sovranista – la geopolitica mondiale del G20 2019 cambia.  Non a caso, il politologo Jan Bremmer ritiene che siamo oramai scivolati in un mondo Gzero (senza leadership), e verso un G20 occasione di incontri bilaterali, visto che non c’è nulla che accomuna tutti i 20 paesi… Il che indebolisce istituzioni internazionali quali il FMI o le Nazioni Unite.

AL G20 2018 (in cui Trump ha fatto saltare- tra l’altro – il bilaterale con Putin), tra le questioni aperte, si ritrovano la questione dei dazi. Alla vigilia del vertice ci si chiedeva: la guerra commerciale può riaprirsi anche tra Usa e europei (Trump è furibondo per i 15 000 licenziamenti alla General Motors)? Usa e Cina troveranno un accordo (Trump minaccia un loro aumento sostanziale)?

Intanto, alcune cose sono certe. Le nuove tendenze protezionistiche rischiano di produrre spirali negative da cui tutti rischiano di uscire perdenti. La globalizzazione ha prodotto progressi e distorsioni. La remunerazione del capitale è cresciuta più di quella del lavoro, creando diseguaglianze ed iniquità.

Tutto questo rende necessarie politiche – e nuove regole – adeguate.  Ma di che tipo? Sovraniste protezioniste liberiste europeiste globali?

Un’altra questione aperta – alla vigilia del vertice – restava l’atteggiamento di Trump e dei leader europei nei confronti del saudita Bin Salamn, dopo l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi. Qui di seguito alcune posizioni UE espresse dal Presidente Donald Tusk:

“Let me just add a few words to what President Juncker has said. As this is a difficult moment for international cooperation, I would like to appeal to the leaders to use this summit, including their bilateral and informal exchanges, to seriously discuss real issues such as trade wars, the tragic situation in Syria and Yemen and the Russian aggression in Ukraine. I see no reason why the G20 leaders shouldn’t have a meaningful discussion about solving these problems. Especially because all the instruments lie in their hands. The only condition is good will.  We also cannot  underestimate other issues which remain difficult for some leaders, such as human rights, freedom of press and basic safety of journalists. It is our obligation, as the EU, to take this opportunity and press our partners to respect these basic principles.  Many leaders will certainly have questions about Brexit. Therefore, let me say this. The European Union has just agreed an orderly divorce with the United Kingdom. A few days before the vote in the House of Commons, it is becoming more and more clear that this deal is the best possible, in fact, the only possible one. If this deal is rejected in the Commons, we are left with, as was already stressed a few weeks ago by  Prime Minister May an alternative: “no deal; or no Brexit at all.”  I want to reassure you that the EU is prepared for every scenario”.

Intanto …Trump minaccia di non firmare la Dichiarazione finale se con riferimenti al commercio libero e al clima (gli USA sono usciti dall’accordo di Parigi sul cambiamenti climatici).

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