Il Rotary Club di Roma Sud-ESt

Interessante (in un momento in cui l’associazionismo attraversa un momento abbastanza critico) il pomeriggio di ieri (4 ottobre 2018) all’Hotel Bernini Bristol, organizzato dal Rotary Club di Roma Sud-Est: bel momento di incontro per una messa fuoco di quanto sta facendo – e intende fare – e per una sua esplicita apertura a un rinnovato e / o nuovo sostegno, e a nuove adesioni (di giovani e non) a uno stile di vita, e di impegno.

Interessante, perché ignoravo l’interesse dei (concreti) Progetti di servizi che il Rotary Club di Roma Sud -Est promuove, o aiuta e sostiene (in modo concreto) tramite ricerca fondi, e lavoro volontario.

Di questi – ho scoperto – una parte significativa è rappresentata dai Progetti concernenti:

  • iniziative dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù a Takeo in Cambogia

  • uno stimolatore elettrico transcranico (Lab.Analisi del movimento e robotica.POBG)

  • un ampliamento della Clinica di San Benito, Peten in Guatemala dovuto all’impegno del Missionario salesiano Don Gianpiero De Nardi (noto come Don Giampi)

  • progetti (di alfabetizzazione, sviluppo locale, e ambientali) in collaborazione con Vis- Volontariato internazionale per lo sviluppo partner Missione Peten

  • il faticosissimo progetto Salvamamme (a Roma) localizzato presso la Croce rossa

  • attività del C.R.E. Centro riabilitazione equestre Girolamo de Marco che utilizza i cavalli per aiutare disabili

  • iniziative dell’Orto botanico dell’Agro Veientano quali il risanamento del Borghetto dei pescatori a Ostia, il recupero di una Villa romana con impianti termali, la creazione di una serra delle farfalle, rigenerazione di aree sommerse da rifiuti ecc.

  • progetti locali (acquisizione di un defibrillatore, raccolta di medicinali non usati, il Poliambulatorio in zona Termini ecc.) in collaborazione con la Caritas

  • progetti nell’Area Salute (sia per raccogliere finanziamenti sia per prestazioni) quali: –- l’ambulatorio rotariano (degli specialisti si mettono a disposizione, a prezzo simbolico, per delle Giornate ad hoc, ad esempio per l’osteoporosi); screaning in aree disagiate; progetti Donna (esami anche strumentali); ambulanze rotariane attrezzate; missioni all’estero (in Etiopia Mogadiscio e Birmania) per formazione (vocational training team) e anche per risanamento di siti archeologici; ecc.

–  Ma diamo la parola al suo Presidente con una mia  Intervista (mia -cioè – di di Silvana Paruolo) al Dott. Federico Capoluongo Rotary Club Roma Sud Est – Anno 2018-2019

SP – Lei è il Presidente del Rotary Club Roma Sud -Est , a voler riassumere in una sola parola il Progetto del 2018-2019 cosa direbbe?

F.C. – Il nostro anno sociale parte il primo luglio: in realtà l’anno è già iniziato da un paio di mesi. Il progetto di punta di quest’anno sarà il progetto che noi chiamiamo Missione Peten: cioè raccoglieremo dei fondi, chiedendo una sovvenzione alla Fondazione internazionale del Rotary, per ampliare una struttura sanitaria in una Missione del Guatemala, che viene gestita da un missionario salesiano Per fare questa cosa che – oltre una raccolta di fondi – necessita una progettazione degli impianti, abbiamo attivato un rapporto di collaborazione con il VIS (Volontariato internazionale per lo sviluppo) – ong dei salesiani – che sul posto seguiranno tutta la parte ingenieristica e burocratica.

SP – Quindi è un impegno concreto in un Paese concreto. E – a prescindere da questo impegno internazionale – cosa prevedete a livello nazionale e locale?

F.C. – A livello romano, in particolare, noi sono diversi anni che collaboriamo con la Caritas. In particolare sosteniamo il Poliambulatorio della Caritas che è nei pressi di Stazione Termini, dove abbiamo fatto – nel corso degli anni – tutta una serie di attività: dalla raccolta farmaci, all’acquisto di apparecchiature sanitarie, prestito di volontari medici nostri soci del nostro club E poi, in generale, con la Caritas abbiamo anche fatto altre cose.

SP – Quindi attività concrete..

FC – Volontariato.. Abbiamo mandato delle persone a fare attività di volontariato (in cucina piuttosto che nelle strutture di ricezione della Caritas ) e abbiamo fatto attività di suppoto. Abbiamo acquistato delle apparecchiature, ad esempio, anche per le cucine e mense della Caritas, per ampliare e migliorare il servizio che loro fanno.

SP – Quindi… non è un luogo di ricreazione mondana. E’ un luogo di impegno sociale concreto con azioni che lasciano impronte nel tempo.

FC – Assolutamente La parte mondana va di pari passo con la parte di impegno sociale da parte di ogni socio.

SP – Avrebbe potuto esser la prima domanda ma glielo chiedo solo ora: perché questa vostra iniziativa, oggi?

FC – Perchè oggi, dopo 40 anni, sentiamo l’esigenza di raccontarci al mondo esterno, per farci conoscere, per cercare di attrarre persone brillanti, di buona volontà, che vogliano condividere i nostri valori. Crediamo – per l’importanza che da sempre diamo a questo aspetto – che le attività di servizio condotte nel tempo e quanto intendiamo fare in questo anno sociale, costituiscano il modo migliore di rappresentare il nostro spirito e il nostro modo di vivere il rotary.  Ad oggi, oltre 700 000,00 euro sono stati devoluti tra Rotary Foundation, Polioplus (campagna per debellare la poliomielite nel mondo) e vari progetti e sono stati portati avanti rapporti con oltre 30 associazioni e istituzioni”. 

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