Appunti di viaggio Biografia in musica Sala Umberto (Roma) 8-18 febbraio 2018

2018-02-05 09.48.16

Bello spettacolo! Un racconto libero della vita – anche – artistica della talentuosa Lina Sastri: dal debutto in Masaniello alle prime esperienze teatrali con Eduardo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale.
Un viaggio,intimo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti.

Ma diamo la parola alla stessa Lina Sastri:
“ Era il 1976 racconta – una ragazzina di 17 anni, timidissima e scontrosa, con tanta voglia di assoluto, e nessun adattamento al compromesso della vita, quindi con un grande disagio di vivere, vede per la prima volta il palcoscenico e sceglie di fare l’attrice, fulminata da una vocazione annunciata già da quando era piccolissima, e neanche sapeva che il teatro esistesse, ma ne respirava il rito con il profumo di incenso di chiesa. Su quel palco respira la libertà, e non ci pensa un attimo a lasciare la casa, genitori, tutto, così…senza un soldo, senza una certezza, senza niente, con una forza e una sfrontatezza che solo la giovinezza può dare, per inseguire quel sogno di libertà e di assoluto, quell’aria di vita che sentiva solo sul palcoscenico.
“Ed è Masaniello di Armando Pugliese, spettacolo di strada e di innovazione, sotto una tenda da circo, spettacolo di parole, canto, musica, che la vede debuttare come una piccola mendicante che inneggia, rabbiosa, alla giustizia, rivolgendosi, in un inno scritto da Roberto De Simone, alla Madonna, la Madonna nera del Carmine, quella madonna che poi tornerà spesso nel suo percorso artistico.
“E poi arriva il teatro, quello con il sipario rosso di velluto, le regole della recitazione, un mondo sconosciuto e misterioso, che l’avvolge e la terrorizza ma che sempre la fa sentire se stessa, come mai le riesce nella vita.

“Un salto… ed è attrice! Patroni Griffi la sceglie e l’accoglie, e lei, sconosciuta fa la prima donna in spettacoli di Goldoni, Pirandello, Fassbinder, Dumas. E poi Eduardo, il grande Eduardo De Filippo: un incontro del destino, timido all’inizio, come tutti i grandi amori. Prima quasi una comparsa, poi una battuta, poi due, poi una sostituzione, il destino che sempre decide, poi Natale in casa Cupiello, e altro ancora. Un percorso che l’avrebbe portata anni dopo a incontrare Luca De Filippo e ad interpretare con lui e la regia di Francesco Rosi il difficile e bellissimo personaggio di Filumena Marturano. E intanto il cinema, grande seduttore, arriva a rubarla al teatro: Nanni Moretti, Gianfranco Mingozzi, fino a Nanny Loy regista di quel Mi manda Picone, con Giancarlo Giannini che le cambia la vita e la fa sentire veramente in una favola, nel mondo dorato del cinema. Il primo David di Donatello, il primo Nastro d’Argento e la musica di Pino Daniele che le scrive una canzone per il film, prima ancora che il film uscisse al cinema quando nessuno la conosceva ancora, se non come una giovane e promettente attrice di teatro, quando, una sera, a Cinecittà, di nuovo è il destino a decidere. Sostituisce qualcuno, lei, sconosciuta, in una serata dedicata alla commemorazione della grande Anna Magnani, e la Magnani – da lontano – la tiene a battesimo, fino ad interpretarla, poi, la Magnani, nel film in celluloide di Carlo Lizzani. Quella sera le viene chiesto di cantare una canzone napoletana che la Magnani amava molto: Reginella.

“Ecco, la musica è arrivata! E canta per la prima volta canta una canzone napoletana in pubblico e scopre che è bella quella musica napoletana antica che lei da ragazzina un po’ commiserava quando la sentiva cantare nel vicolo in cui era nata. E decide di cantare, scegliendo fra tante, le canzoni che le ricordano qualcosa, quelle che conosce intimamente, quelle che cantava sua madre, senza impararle, perché le conosce con il cuore, con la voce, con l’anima, perché fanno parte della sua vita, della sua infanzia, sono odori, sapori, ricordi, visioni, sono la sua profonda identità.

“ Arriva anche il primo cd e sperimenta il ritmo, anche quello le appartiene, come la melodia è della madre, il ritmo è suo padre, che va e che viene dal Sud America portando nel vicolo dove è nata, nella piccola casa napoletana dell’infanzia, il bolero, il fado, il mambo, il tango.

“Di nuovo il teatro, la commedia musicale, da Medea di Portamedina a Gilda Mignonette, e poi la tragedia, Medea, Elettra, fino all’Opera da tre soldi e la casa di Bernarda Alba. E ancora il cinema, che la premia con David di Donatello, dopo Mi panda Picone, per Segreti Segreti di Giuseppe Bertolucci e L’Inchiesta di Damiano Damiani, e le nominations per Celluloide di Carlo Lizzani, Vite Strozzate di Ricky Tognazzi e molti altri. Fino a Baaria di Giuseppe Tornatore, To Rome with Love di Woody Allen.

“E poi la musica che sempre chiama, incanto antico, che si infila con forza nella sua vita divisa ormai fra teatro cinema e musica. Ma cantare non le basta, ha bisogno di farla diventare teatro quella musica. E così nascono spettacoli di prosa, poesia, musica e danza, che immagina, scrive, dirige e produce. La musica diventa teatro. Cuore mio è il primo spettacolo, subito dopo Corpo celeste, Mese mariano dedicato a Salvatore Di Giacomo e poi ancora Lina rossa, Linapolina e tanti altri..”.

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